Riunioni e presenza nel consiglio comunale di Riva nel 2000
Nel corso del 2000, il consiglio comunale di Riva si è riunito 24 volte: così almeno risulta nella statistica degli uffici comunali incaricati di dirottare ai consiglieri, per ogni seduta, un gettone di presenza pari a 50 mila lire lorde.
In realtà c’è stata anche una riunione interrotta sul nascere per mancanza del numero legale; e ci sono state altre due riunioni «informali», dedicate alla viabilità (con Dellai) e all’alternativa «tunnel lungo» (con l’ingegner Paolo Ferrari).
Classifica dei consiglieri più e meno assidui
Ma al di là dei «gettoni» (che sicuramente non arricchiranno nessuno), la statistica permette di stabilire la classifica sia dei consiglieri più assidui, che di quelli meno appassionati dei lavori in aula.
Scopriamo così che i «sempre presenti» (cioè 24 volte sui banchi) sono stati il capogruppo della Margherita Paolo Matteotti, il collega di schieramento Salvador Valandro e due consiglieri di minoranza: Giuseppe Ravanelli (An) e Mario Daves (Comunità Rivana).
Tra i meno affezionati ai lavori dell’assemblea elettiva rivana, la classifica è invece guidata da Alberto Ballardini (Ds, 15 presenze), seguito da Alfredo D’Agostino (Margherita, 18) e da Marco Manzoni (Far) e Aurelio Delaini (Forza Italia).
Sempre per le statistiche, va rilevato che il consiglio comunale più lungo è stato di cinque ore e mezzo, mentre quello più corto ha occupato i consiglieri soltanto per 62 minuti.
Durata e partecipazione ai consigli comunali
La lunghezza variabile dei consigli comunali introduce peraltro un altro aspetto che la statistica non considera: l’effettiva presenza «in aula» al di là della «presenza» all’appello (che serve per il gettone).
Su questo versante è lo stesso presidente del consiglio, Tomaso Benamati (assente una sola volta e sempre diligentemente inchiodato al suo posto a dirigere i lavori), che non esita a lanciare ai consiglieri rivani un significativo appello.
«In aula – dice – esiste il problema delle «comparsate», vale a dire dei consiglieri che arrivano, se e stanno seduti per un po’ e poi spariscono, magari per tornare un’altra volta dopo cena.
E’ un problema che spesso mette in difficoltà la maggioranza. Credo che vi dovrebbe essere una presenza più reale e responsabile».
Critiche e regolamenti
Detto questo, Benamati aggiunge anche un altro aspetto che certe volte rende noiosi e poco operativi i consigli: l’eccessiva prolissità di certi interventi.
«Ma d’altra parte – dice – abbiamo un regolamento che lo consente e io, quindi, non posso farci nulla. Per il resto, il mio lavoro di presidente non incontra difficoltà. Ho un buon rapporto sia con i consiglieri di maggioranza che con quelli di minoranza».


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