Si inizia a intravvedere la fine del tunnel che avvicinerà Limone a Riva del Garda, divenuto indispensabile dopo l’ultima frana del 22 dicembre che aveva tagliato in due la Gardesana alla Rocchetta. I lavori stanno procedendo celermente e, ieri, sul cantiere si è recata una delegazione di politici e tecnici bresciani e trentini.
Partecipanti e tecnici presenti sul sito
Per Brescia, con Mauro Parolini (assessore provinciale ai Lavori Pubblici), c’erano Bruno Faustini (Presidente della Comunità montana Parco dell’Alto Garda), Battista Martinelli (sindaco di Limone) e Pieremidio Baldassarri (assessore ai Lavori Pubblici a Limone e in Comunità montana). A illustrare la situazione l’ingegnere Raffaele De Coll e il direttore dei lavori Enrico Zambotti, entrambi della Provincia di Trento.
Avanzamento dei lavori e metodologie tecniche
La montagna è stata perforata in maniera perpendicolare (157 metri di scavo) partendo dalla vecchia statale e andando nel ventre della «Rocchetta», incrociando la nuova galleria all’incirca verso metà percorso. In questo modo è stato possibile avanzare con quattro cantieri contemporaneamente: dal punto centrale del nuovo tunnel lavorano verso sud e verso nord.
Contemporaneamente, da Limone e da Riva, procedono, indirizzandosi verso il punto centrale. Sul cantiere i ritmi di lavoro viaggiano alti ed è stata trovata roccia molto frantumata che, però, non è intrisa di acqua, altrimenti, dice Raffaele De Coll, «sarebbe stato un disastro».
Accorgimenti per accelerare e rendere più sicuro il lavoro: vengono installate le centine (gli archi semicircolari in metallo) più leggere, che fanno presa già dopo 24 ore, pre-rivestendole di cemento armato. Il risultato è superiore a quello di una centina normale.
Per la fissatura sono usati «chiodi» di 4 metri di lunghezza. Altri tempi vengono risparmiati sul sistema di cementatura, molto particolare e complesso, che consente il risultato in 15 minuti anziché in 30. Nelle scelte tecniche s’è dovuto tenere in considerazione che la galleria sarà aperta provvisoriamente in luglio.
Prospettive e dettagli tecnici
Sempre provvisoriamente verranno installati gli impianti di illuminazione e di ventilazione. Ciò che ne uscirà sarà una galleria con un raggio di 5 metri che permetterà la realizzazione di una carreggiata con due corsie di 3,75 m ciascuna. Si aggiungano i due marciapiedi laterali.
Per sbriciolare la roccia vengono sparate cariche di esplosivo, ciascuna delle quali smuove circa 3 metri di pietra. Le ultime folate (gli spari) sono previste tra il 12 ed il 15 giugno, dopodiché ci sarà un unico foro e la distanza tra Riva e Limone sarà più breve e certamente più sicura.
Il risultato della perforazione della nuova galleria si traduce in circa 130.000 metri cubi di materiale, che finirà in gran parte nel lago, poco a sud di Riva, per prolungare il lungolago in direzione di Limone. Al lavoro, per la realizzazione del nuovo tunnel — 987 metri — si alterna una settantina di uomini.
Quanto ai tempi per concludere provvisoriamente il lavoro, consentendo il passaggio di auto e bus, il contratto prevede la consegna entro il prossimo 27 luglio. Se l’impresa va oltre, dovrà versare una penale. Ma se i lavori si concluderanno in anticipo, come è assai probabile, la ditta incasserà un premio di incentivazione: si parla di 40 milioni al giorno.
Era maturata la convinzione che l’opera potesse venire ultimata e transitabile (lavori di finitura a parte) verso il 15 luglio. Ieri, qualcuno sussurrava una data ancora più vicina: l’8 luglio.
Prossimi passaggi e considerazioni
Potrebbe non essere estranea, in proposito, la concomitanza della visita del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. La prima grande novità potrebbe maturare domani o giovedì, con il congiungimento dei due tunnel che vengono scavati tra la metà della galleria e Limone.
Ieri, infatti, mancavano solo 50 metri, prima di vedere cadere l’ultimo strato di roccia. Si proseguirà, invece, lavorando qualche altro giorno, tra il punto centrale della galleria e Riva: mancano ancora 200 metri per vedere cadere l’ultimo diaframma.
Resteranno da compiere i lavori di finitura della nuova galleria, che non sono affatto secondari, specie per i costi, assai superiori a quelli della perforazione (45 miliardi a fronte di 28). Bisognerà vedere se sarà necessario procedere ad un appalto che segue la normativa europea (servirebbero mesi), o se si potrà procedere con urgenza, come è stato fatto per la realizzazione di questo tunnel, con enorme compressione dei tempi di realizzazione.


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