Home Attualità Crisi: si muove la Cdc. Sul tavolo 10 milioni  

Crisi: si muove la Cdc. Sul tavolo 10 milioni  

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Qualcosa si sta muovendo. Non si ha ancora l'idea di un sistema (quello bresciano) che diventa tale di fatto per tentare di fare argine alla crisi, ma – ripetiamo – qualcosa si muove. È stata la Camera di commercio ieri ad annunciare una prima serie di misure che, se rapidamente messe in circolo, dovrebbero attenuare, gli impatti di una crisi che tutti (o quasi) gli analisti e gli osservatori temono devastante e che dovrebbe trovare il proprio culmine nella primavera prossima.Conta la quantità, ma anche la rapiditàVediamo dunque quel che la Cdc bresciana ha messo in campo, e quel che , che è anche presidente di Unioncamere Lombardia ha definito e illustrato. Con una premessa: come in tutte le crisi, l'efficacia è legata a due fattori: alla quantità degli anticorpi che si mettono in campo per contrastarla, ma – e direi soprattutto – alla rapidità con la quale questi anticorpi vengono messi in circolo.Gli attori in campo sono due: da una parte il sistema camerale lombardo e dall'altra la Camera di commercio di Brescia. Partiamo dalla Lombardia. Qui, a livello regionale, Unioncamere ha individuato nel sistema dei Confidi lo strumento più attrezzato per far arrivare ossigeno alle imprese. Si tratta di 55 milioni circa (che per 35 milioni arrivano dalle Camere di commercio) che andranno ad implementare il fondo di controgaranzia dei Confidi. La controgaranzia serve ai Confidi per metterli un po' più al riparo dalle insolvenze che – parole di Bettoni – stanno crescendo in misura notevolissima, soprattutto per le imprese ultime nate. L'obiettivo dell'operazione di sostegno nella controgaranzia è evidente: se si rafforzano i Confidi si possono liberare più risorse per finanziamenti. Sulla carta, solo con i 55 milioni ricordati si possono incentivare investimenti per più di 2 miliardi considerando che la garanzia non interviene sul capitale ma sugli interessi. È un po' come se alle imprese si dicesse: signori, qui ci sono 20mila e passa prestiti da 100mila euro l'uno: non ve li diamo a fondo perduto, ma con tasso agevolato sì.Dalle piccole imprese alle grandiOra, senza addentrarci nei dettagli tecnici sulle possibilità di finanziamento, varrà la pena sottolineare (lo ricordiamo anche nel grafico qui accanto) che a questo tipo di agevolazione possono partecipare tutte le imprese di ogni taglia e settore. Con qualche distinzione: per le imprese con meno di un anno di vita si arriverà ad agevolare finanziamenti fino ad un massimo di 30-50mila euro e a crescere per le taglie più grandi. Le garanzie offerte vanno dall'apertura di credito in conto corrente al salvo buon fine, castelletti di sconto, anticipi fatture e anticipi export.Poi ci sono i fondi messi sul tavolo da quella di Brescia. Per ora sono circa 3 milioni (forse 4) che dovrebbero essere approvati dal consiglio della Cdc dopo che la giunta già ha dato il proprio benestare. E poi ci sono quelli già ricordati del sistema lombardo (i 55 milioni) che, per quota parte, riaffluiranno nel Bresciano. Insomma, a far due conti, siamo a circa 10 milioni che, direttamente o via , arriveranno alle nostre imprese. Anche qui, anche per i 3-4 milioni ricordati, parte (1 milione) andrà ai Confidi bresciani, il resto alle imprese direttamente.I bandi pubblicati nei prossimi giorniI bandi di accesso saranno pubblicati nei prossimi giorni. Alla conferenza stampa, sia il presidente Bettoni che il segretario generale Massimo Ziletti si sono impegnati a far arrivare rapidamente i contributi. In questo agevola il fatto che tutte le operazioni sono on line. Ma, va aggiunto – ad evitare soverchie illusioni – quando diciamo rapidamente si deve leggere «almeno un po' di mesi», pur avendo la nostra Cdc una sorta di primato nella rapidità di evadere queste pratiche. Nel frattempo, almeno fino a primavere inoltrata, sarà quindi opportuno stare coperti con quel che si ha…

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