La pioggia ha concesso una tregua di poche ore, ma anche da noi la battaglia contro l’acqua non ha conosciuto tregua. Nei garage, nei magazzini, nei seminterrati la gente ha continuato a lavorare per valutare e limitare i danni causati dalle copiose infiltrazioni delle faglie sotterranee.
Basta un breve giro in macchina per vedere ovunque decine di manichette uscire dalle case, per sentire i rumori di badili e scope, per assistere al lavoro frenetico del piccolo esercito di persone che, stivali ai piedi, cerca di ricacciare il nemico fuori dalle proprie abitazioni. Un lavoro estenuante e lungo, ma non risolutivo.
Interventi e Previsioni
Lo scopo, infatti, è quello di mettere in salvo il salvabile e di far sì che il livello delle infiltrazioni non salga troppo. Prima di poter pensare di “asciugare”, occorre attendere che i rubinetti del cielo si chiudano e che il livello del lago torni a livelli accettabili, abbassando anche quelli delle faglie.
Le previsioni meteorologiche, infatti, sembrano dar ragione ai pessimisti e in ogni angolo della “Busa” questa pausa è servita per prepararsi all’emergenza. Dato il grande numero di emergenze, poi, appare impresa difficile anche riuscire a fare una somma dei danni per i privati.
Interventi di Emergenza
A Torbole, i vigili del fuoco hanno riempito oltre 1500 sacchetti e continuano a lavorare per arrivare a quota 2000: il livello del lago è calato di un paio di centimetri, ma bastano poche ore per tornare a livelli di emergenza ed è meglio stare pronti.
A Riva, il comune ha affittato a Venezia una grossa pompa, in grado di risucchiare 3800 litri d’acqua al minuto, e l’ha messa all’opera in piazza Catena. Questo consentirà di utilizzare su altri fronti le attrezzature fino ad ora fornite dai pompieri di Riva.
Ieri, inoltre, gli uomini del cantiere comunale hanno compiuto un primo sopralluogo sul punto della pista ciclo-pedonale, quella che collega Riva a Torbole, interessata nei giorni scorsi da una piccola frana.
Chiusure e lavori di messa in sicurezza
Dati gli evidenti pericoli, l’amministrazione ha deciso di dare il via a urgenti lavori per mettere in sicurezza il tratto interessato dallo smottamento (quello compreso tra l’entrata della stradina che parte da porto San Nicolò, costeggiando il Monte Brione, fino all’imbocco della passerella panoramica) e, quindi, di chiuderlo al transito fino al termine dei lavori.
Da Arco, arriva l’appello di Forza Italia che attraverso il delegato comunale, Niko Posenato, sollecita l’amministrazione a prendere provvedimenti urgenti.
«Gli abitati di S. Giorgio, Grotta, Linfano e Via S. Caterina – scrive Posenato – versano in condizioni disastrose. Cantine, garage completamente allagati; attività artigianali, commerciali, con danni ingenti.
Sono probabilmente, un centinaio le famiglie che si trovano con un metro d’acqua negli scantinati, in alcuni punti il livello è giunto al metro e settanta». Forza Italia, poi, s’impegna a promuovere un ordine del giorno in consiglio comunale, che impegni sindaco e Giunta a verificare con urgenza i danni, ad istituire un apposito fondo nel bilancio comunale ed, infine, nel chiedere venga inserito nel bilancio della Provincia un apposito capitolo.


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