L'udienza davanti al Tar ha messo in evidenza il caos riguardante il depuratore del Garda, con i legali di Acque Bresciane che hanno confermato l'incertezza sulla location di Esenta, affermando che non è ancora ufficiale. Le alternative, rappresentate dai due impianti a Montichiari e Gavardo, tornano quindi alla ribalta mentre emergono preoccupazioni sulle motivazioni tecniche relative allo scarico delle acque nel fiume Chiese. Il presidente del Tar ha proposto una sospensiva della sentenza fino all'estate prossima, con una decisione attesa nei giorni a venire.
Durante il dibattimento, Gianluca Bordiga, presidente della Federazione del Chiese, ha espresso dubbi sulla trasparenza delle motivazioni per lo scarico dei reflui e sul coinvolgimento degli enti locali nel processo progettuale. Nonostante le critiche e le richieste di maggiore chiarezza da parte dei legali dei Comuni ricorrenti, il rappresentante di Acque Bresciane ha mostrato riluttanza a considerare tali proposte. La Federazione ha inoltre rivelato che non esistono atti ufficiali riguardanti un depuratore a Esenta, alimentando sospetti su possibili manovre per gestire i reflui in modo non conforme.


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