Preoccupazioni per la Chiusa della Gardesana
«Credo che a Trento non si rendano ben conto del significato di una chiusura per due anni della Gardesana, ipotizzando che tutto il traffico per Limone e il bresciano possa essere assorbito dal piccolo porto di Riva». Anche il sindaco Cesare Malossini, politico di solito assai misurato nelle parole, è assai angosciato dalla prospettiva che l’attesa del tunnel trasformi Limone in una specie di isola.
«In estate – aggiunge – dalla Gardesana transitano 300 veicoli all’ora. Se ce li troviamo tra i piedi è la fine». Dopo la frana di rocce dalla Rocchetta, a Riva – adesso – c’è la frana delle certezze turistiche. E il sindaco, giustamente, se ne fa portavoce.
Impatto sulla Marina e le Decisioni Locali
Il porto di piazza Catena è calibrato da decenni per una forte attività di passeggeri, ma per la movimentazione di veicoli, pullman e camion, non è assolutamente ipotizzabile un adattamento: se la Gardesana non sarà in qualche modo rappezzata, da Pasqua a fine ottobre sarà il caos.
Con ripercussioni non solo economiche, ma anche sulla vivibilità dell’intero alto Garda. Ecco dunque perché Malossini saluta con favore la rapidissima decisione di alcuni consiglieri di convocare già per la prossima settimana un «consiglio straordinario» sul problema della Occidentale chiusa.
Scavalcata dalla decisione lampo della Provincia (Casagranda ha annunciato la costruzione del tunnel e la chiusura della strada ancor prima di confrontarsi con gli amministratori gardesani), la municipalità rivana cercherà di riprendere in mano il pallino del gioco.
La Questione dei Trasporti
Il tunnel da 75 miliardi piace a tutti, è chiaro. Quello che non si digerisce è la storia dei traghetti come unica soluzione-tampone. Possibile che un pezzo di strada, magari a senso unico, non possa sopravvivere?


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