«Stamattina abbiamo avuto una grossa fortuna, come del resto un paio di settimane fa. Sotto le frane potevano rimanere sepolte delle persone. È ora di guardare in faccia la realtà». L’ingegnere Paolo Elena, sindaco di Toscolano Maderno, non usa mezzi termini. E sollecita una risposta dall’Anas. «La messa in sicurezza della Gardesana implica investimenti tra i 450 e i 600 miliardi – spiega -. Parlo di allargamento delle gallerie a ogiva (quelle più vecchie, che obbligano i pullman a manovre millimetriche), di costruzione di paramassi e quant’altro. «Ebbene – continua Elena -, se l’Anas dispone di tali cifre, lo dica chiaro e tondo. Io ho forti dubbi che li abbia. Sembra, infatti, che nei prossimi tre-quattro anni possa spendere 1200 miliardi per l’intera rete nazionale. Se i soldi non ci sono, allora dobbiamo pensare a un’altra soluzione: un tunnel o una serie di gallerie in parallelo all’attuale tracciato. I finanziamenti andrebbero reperiti sul mercato. Col sistema della concessione per 30 o 40 anni, una società realizzerebbe l’opera, e poi recupererebbe facendo pagare un pedaggio agli automobilisti. «Abbiamo calcolato – sottolinea il sindaco – che il tratto Tormini-Gargnano costerebbe 700 miliardi, e una tariffa di tremila lire (al traffico attuale) consentirebbe di pagare l’intervento in 20 anni. Ho lanciato la provocazione del tunnel da Tormini a Rovereto. In realtà mi interessa smuovere le acque. Non caldeggio la soluzione A (Anas) o B (concessione). L’importante è risolvere il problema. Andare avanti così, non è più possibile». Il sindaco parla delle ultime disavventure. Il 6 novembre i duecento metri cubi di terriccio e pietre caduti nella zona chiamata «Ruinat», a 300 metri da Maderno, per chi giunge da Gardone Riviera. In seguito alle infiltrazioni dell’acqua, il crollo di un vecchio muro, per una lunghezza di 20-25 metri, aveva sfondato anche quello situato su un terrazzamento più in basso, a fianco della 45 bis, trascinando sulla strada il materiale. «Fortuna ha voluto che fosse una piovigginosa serata, e in quell’istante, ore 19, non transitasse nessuno – commenta Elena -. I privati dovranno costruire due grossi muraglioni di contenimento in cemento armato, ricoperti di pietre a vista. Confido che i lavori possano iniziare in tempi brevi». Sabato la frana di Limone. Ieri mattina un’altra fra Toscolano e Gargnano-Bogliaco, in località Moie. «I carabinieri mi hanno svegliato alle quattro meno un quarto – afferma il sindaco -. Dopo un’ora tutti i vigili urbani avevano già preso servizio, per orientare il traffico. Gli automobilisti dovevano percorrere la via del golf, Cecina, Gaino, ponte (e viceversa). Autobus e camion, invece, niente, irrimediabilmente bloccati. Immaginate il caos. Alle 7.30 c’è stato un altro crollo: ai 200 metri cubi di terra e massi iniziali, se ne sono aggiunti altri. Una ruspa della ditta Gasparini sta ripulendo il costone. La Gardesana verrà riaperta a senso unico alternato, regolato da un semaforo. È già intervenuto il geologo, Michele Conti». Elena passeggia nervosamente per la stanza, aspira una boccata dal sigaro e col suo vocione tonante ripete: «Basta. Nel periodo estivo, il sabato, la domenica è una coda continua. Adesso ci sono le continue frane. Occorre trovare una soluzione». Gli fa eco l’avvocato Giampiero Cipani. «L’Anas deve prendersi le sue responsabilità – ripete il sindaco di Salò -. La 45 bis è una strada indispensabile per la viabilità. Non si può continuare così. Realtà come Limone, che danno molto al turismo, rimangono spesso isolate. A prescindere dal fatto che in questo periodo viene giù di tutto, la Gardesana deve diventare una priorità».


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