Installazione delle campane a Gargnano
Nello scorso mese di dicembre, sei campane automatizzate sono state collocate sulla torretta della chiesa di San Francesco di Gargnano, proprio all’ingresso della cittadina dell’alto Garda. L’iniziativa del parroco, però, non sembra aver incontrato il gradimento di una parte dei residenti. Nei giorni scorsi, infatti, alcuni cittadini hanno presentato un esposto all’amministrazione comunale contro il suono delle campane, che ogni mattina, alle sette e trenta fanno sentire la loro voce potente iniziando la giornata con le note dell’ Ave Maria.
Conflitti sulla questione delle campane
Un rapporto conflittuale quello dei gargnanesi con le campane. Nei mesi scorsi – lo ricordiamo – quando sembrava che il parroco della comunità, don Valerio Scolari, volesse elettrificare l’impianto della parrocchiale di San Martino, alcuni campanari sono insorti. La prospettiva dell’elettrificazione venne motivata dallo stesso parroco con la necessità di garantire un servizio nel caso in cui il sacrista non si sentisse più in grado di assolvere l’oneroso compito.
Non ultime, in ordine di importanza, c’erano le responsabilità, anche legali, nell’ipotesi di qualche incidente durante il concerto dei bronzi con i metodi tradizionali. Tradizioni centenarie e passioni rischiavano così di scomparire, ma la vicenda è stata risolta con l’impegno del gruppo di appassionati a proseguire con il suono manuale durante le varie festività dell’anno. Gargnano poteva quindi continuare ad ascoltare il rintocco dei «ségn».
Le campane di San Francesco
Questa volta, invece, l’attenzione si rivolge alle campane dell’altra chiesa di Gargnano, quella di San Francesco; uno splendido edificio fondato da alcuni frati alla fine del 1200, gli stessi religiosi ai quali la tradizione attribuisce l’introduzione della coltivazione del limone nell’area gardesana.
A causa della sua collocazione a ridosso del centro storico, il suono delle campane può disturbare gli abitanti delle abitazioni confinanti. Per ridurre il disagio, i rintocchi delle ore sono già stati eliminati nell’arco temporale che va dalle 22 alle 7 del mattino; ma tutto ciò, evidentemente, non è bastato, e il parroco è stato nuovamente chiamato in causa.


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