La Giornata tecnica dell’olivicoltura ha riunito oltre 150 produttori ieri ad Arco, all’Auditorium dell’oratorio e in diretta streaming sul canale YouTube della Fondazione Edmund Mach, per discutere l’annata 2025 e le prospettive per il 2026 con focus sulla mosca dell’olivo e sulle strategie di difesa sostenibile; ad aprire i lavori è stato Maurizio Bottura, la moderazione è stata affidata a Lanfranco Conte, e gli interventi hanno toccato la valenza economica e paesaggistica dell’olivo nell’areale dell’Alto Garda trentino, la gestione della mosca olearia e la valutazione dello stato nutrizionale degli oliveti liguri.
Durante la sessione tecnica Veronica Vizzarri (CREA) ha illustrato biologia del dittero e risultati sulla campagna del Centro-Nord, presentando prove di gestione integrata comprensive di uso di polveri di roccia, esche moschicide e pratiche per l’agricoltura biologica; Gianluca Gori (ERSA FVG) ha riportato sperimentazioni dal 2016 su caolino e silicati su varietà Bianchera per definire dosaggi e frequenza d’intervento, mentre Michele Morten (FEM) ha indicato per il 2026 l’approccio preventivo, collettivo e tempestivo basato su monitoraggio, catture di massa e repellenti e distinzioni operative per funghi e fitofagi; Marko Devetak ha descritto modelli previsionali integrabili nel Portale Agrometeorologico Sloveno e Federico Grillo ha presentato un progetto quadriennale di monitoraggio su 120 oliveti liguri con analisi fogliari che segnalano carenze di macro e microelementi, tra cui il boro.


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