Gli incidenti da valanga sono aumentati notevolmente nella stagione invernale 2025/26, con un incremento degli interventi sulle aree innevate e sulle montagne della zona: a spiegare il fenomeno sono il crescente numero di persone che praticano attività fuori dai contesti controllati, la valutazione errata del terreno, la scarsa conoscenza delle tecniche di prevenzione e di auto-soccorso e il livello basso di comprensione dei bollettini meteo e nivologici; nel contempo alcune testate e i flussi social hanno alimentato la disinformazione, scatenando reazioni online e ponendo al centro il tema della sicurezza in ambiente e della necessità di maggiore formazione.
Sul piano operativo le cronache locali segnalano che il soccorso alpino è garantito in Italia con due modalità distinte, corpi di Stato e servizio volontaristico, entrambe basate su adesione non obbligatoria, e che tra le questioni emerse vi sono il confronto sulla gestione e sull’eventuale addebito dei costi di intervento; nelle stesse segnalazioni si riportano anche episodi in cui guide alpine hanno personalmente assistito escursionisti in difficoltà, mentre resta aperta la discussione sulla carenza di cultura della prevenzione e sull’assenza, nel sistema scolastico italiano, di programmi specifici di formazione sulla sicurezza in ambiente innevato.


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