martedì, Aprile 23, 2024
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I geometri del Cesare Battisti hanno terminato il lavoro di monitoraggio dei templi della cittadina. Una documentazione preziosa, soprattutto dopo i danni del sisma

Gli studenti schedano le chiese

E’ durato due anni il lavoro degli studenti dell’istituto Cesatre Battisti, corso Geometri. Nel 2003 il parroco di Salò, monsignor Francesco Andreis, propose di effettuare il rilievo di tredici chiese locali: Duomo (il progetto di Filippo delle Vacche da Caravaggio è del 1453), S.Giovanni (risale ai secoli VII o VIII, la più vecchia), S.Antonio (del 1646), Visitazione (del 1714, sorta accanto al monastero delle salesiane, poi sventrato e trasformato nel complesso Gasparo, in piazza Vittorio Emanuele, meglio conosciuta come la Fossa), Rive (1727), S.Benedetto (all’incirca dello stesso periodo), Carmine (del 1880), S.Bernardino, S.Giuseppe (la più recente, del 1962), Serniga, Renzano, S.Bartolomeo, Madonna del Rio, le ultime quattro dislocate in collina. I ragazzi, guidati da un gruppo di professori (Giovanni Biasi il coordinatore, Maria Angela Michelini, Leo Matesich, Salvatore Scarlata, Gianpaolo Scarlassara, Annamaria Avanzi), hanno accolto l’invito, impegnandosi duramente. «Da qualche tempo – dicono gli insegnanti – proponiamo un tema, e lo sviluppiamo affrontando aspetti diversi. Prendendo in esame un manufatto, si realizzano i rilievi (topografici, architettonici), si cerca di ricostruirne la storia, lo si descrive con una relazione e una documentazione fotografica, si segnalano eventuali problemi, si avanzano proposte di intervento». «Il territorio di Salò – continuano – offre numerosi spunti e temi di riflessione. In passato ci siamo interessati di sistemazioni di aree, recupero di edifici dismessi, mobilità pedonale nel centro storico, di un ponte di epoca romana». Un lavoro orientato secondo precisi obiettivi didattici: capacità di lavorare in gruppo, essere in grado di analizzare le caratteristiche di un immobile e inquadrare la collocazione nel territorio, saper ricostruire la storia e la sequenza cronologica degli interventi successivi, individuare e segnalare lesioni o danni strutturali, valutare lo stato di fatto. In realtà la richiesta iniziale del parroco era di rilevare soltanto le piante di ciascuna chiesa. Ma fin dalle prime riunioni si è pensato di andare oltre e di svolgere un lavoro più completo e approfondito, avvalendosi di tutte le tecniche a disposizione: dalle tradizionali a quelle informatiche. Il progetto è stato svolto nell’arco di due anni scolastici, adottando le stesse modalità. Una prima fase che ha previsto il rilievo topografico, utilizzando una stazione elettronica totale Okkia, modello Set 5 F, a un prisma riflettente (di norma è stato individuato un punto all’interno della chiesa, dal quale fossero ben visibili i punti significativi per la costruzione della pianta); documentazione fotografica con macchina digitale; ricostruzione storica e architettonica, consultando i testi locali, i custodi, i ricercatori. Una seconda fase è consistita nel riesame dei dati e nell’integrazione bibliografica. Una terza ancora, nella rielaborazione al computer. Per ogni edificio si è creata una tavola a colori, illustrando i seguenti aspetti: relazione storico-architettonica, pianta, scheda tecnica sullo stato di fatto, immagini dell’altare, delle cappelle laterali, della pavimentazione e dei particolari costruttivi. In alcuni casi la facciata è stata ridisegnata con la tecnica della sanguigna. Infine la quarta e ultima fase con la realizzazione dell’ipertesto. L’uso di tale strumento multimediale consente una organica archiviazione di tutto il lavoro, una consultazione immediata, un agevole confronto. Gli elaborati grafici al Cad (planimetria, pianta, rilievo topografico) e la scheda di valutazione su foglio elettronico sono stati trasformati in immagini, riportando la relazione descrittiva. «Il lavoro di rilievo delle nove chiese del centro storico – ricordano i professori Biasi e Michelini – era pressochè concluso, quando il 24 novembre Salò è stata colpita dal terremoto, di notevole intensità, che ha interessato parte del Garda e della Vasabbia. Oltre alle abitazioni, sono rimaste danneggiate dal sisma numerose chiese, e, alcune, chiuse. Con quanto è successo le numerose immagini scattate dagli studenti assumono quindi una valenza documentativa notevole».

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