Storia e gestione del porto di Sirmione
Sirmione è stato il primo Comune sul lago di Garda ad ottenere e a gestire in proprio un porto demaniale, costruito in parte con finanziamenti regionali e in parte con notevole impegno delle proprie risorse finanziarie.
Andiamo indietro di almeno dieci anni, quando il Ministero delle Finanze accordò la concessione dell’area (tra i fautori fu Franco Cerini, allora assessore, oggi consigliere di opposizione) al Comune. Poi, la giunta Arduino perfezionò il passaggio formale e il termine dei lavori.
La nuova darsena, con circa 70 ormeggi, si trova a Lugana. Adesso, per effetto del trasferimento di numerose competenze in materia di navigazione interna e portualità, anche gli altri due porti — Castello e Galeazzi di Colombare — sono stati trasferiti al Comune. In tutto si tratta di 131 posti (87 a Castello, 44 a Galeazzi) che vanno così ad aggiungersi ai 70 di Lugana.
Procedure di assegnazione e regolamenti
Nei giorni scorsi, il dirigente comunale Dottor Gabriele Busti ha firmato il bando di assegnazione dei posti in concessione. La durata sarà di 3 anni, le domande (il modulo si può ritirare presso gli uffici comunali) dovranno essere spedite per «raccomandata a.r.» tra il 2 ed il 31 ottobre 2000.
Alla domanda dovranno essere inoltre allegati due fotografie a colori della barca, autocertificazione e, via via, tutta la restante documentazione prescritta per esercitare eventuali diritti di precedenza (es.: pescatori, cantieri, eccetera).
Nel porto Galeazzi saranno riservati: 1 posto ai portatori di handicap, 3 ai taxi, pescatori professionisti e servizio pubblico, 1 a natanti di pubblica vigilanza, 1 a natanti in difficoltà e 9 ai residenti. Tous i restanti posti verranno assegnati ai richiedenti.
In caso di parità, prevarrà chi risultava già titolare di concessione l’anno passato. Criterio che ovviamente viene esteso anche al porto Castello. Dove, su 87 posti disponibili, ne verranno assegnati 1 agli handicappati, 17 ai residenti, 1 ai natanti in transito o in difficoltà, 43 ai taxi e pescatori ed 1 alla vigilanza pubblica.
Il canone è stato fissato in 33.000 lire al metro quadrato. Esempio: se Tizio ha una barca di 6 metri per 2 di larghezza, dovrà moltiplicare il modulo 12 per l’importo del canone di 33 mila.
Il posto barca non potrà inoltre essere ceduto a terzi o subaffittato. In definitiva, sembra un buon regolamento, nel senso che offre ampie garanzie ai residenti, i quali — nel passato — si sono spesso lamentati perché «troppo trascurati».
Impatto sulla collettività e controlli
In effetti, il residente usa generalmente di più la barca che non il non residente. Ci sono casi, ad esempio, di barche che durante un’intera stagione restano inutilizzate, se non per una quindicina di giorni all’anno. A questo punto, il porto, che è un bene pubblico, perde la sua peculiarità, cioè quella di consentire la più ampia fruizione alla collettività.
La vigilanza urbana, infine, potrà effettuare controlli con maggior tempestività che non in passato. Per gli abusivi, dunque, tempi sempre più duri.


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