domenica, Novembre 30, 2025
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Autorità e tanta gente alla cerimonia di consegna della struttura che vedrà l’insediamento permanente dell’Arma

In caserma otto carabinieri

Sulle note dell’inno di Mameli, mentre veniva issata sul pennone la bandiera tricolore, il sindaco Renzo Franceschini ha consegnato al maresciallo Gianluca Battaglia le chiavi della nuova stazione realizzata in località La Pezza. A far da festosa cornice all’evento gli studenti e gli insegnanti della vicina scuola media, i quali hanno cantato assieme ai militari l’inno nazionale. A dare l’attenti al picchetto d’onore, con 10 carabinieri, il maggiore Antonio Sergio, comandante della compagnia di Peschiera, e il colonello Giampiero Paparelli del comando carabinieri provinciale. Al completo la Giunta e il consiglio comunale. La nuova struttura è stata benedetta dal parroco Don Achille Bocci, accompagnato dall’amministratore della parrocchia di Pacengo, Don Sergio Fratucello. Presenti i rappresentanti di molte associazioni d’arma, in particolare dei carabinieri in congedo e delle associazioni di volontariato. Viva la partecipazione della gente, che non è voluta mancare a questo inizio di attività dell’Arma, in via definitiva e non più temporanea, sul territorio comunale. Sono di stanza a Lazise otto carabinieri. Due i mezzi in dotazione. A giorni saranno implementate le forze, con l’arrivo di tre militari padroni della lingua tedesca. «Sono orgoglioso e commosso», ha esordito il sindaco, «nel consegnare oggi formalmente questa nuova struttura all’ Arma dei Carabinieri. Da anni era fra i progetti dell’amministrazione e oggi finalmente è una realtà. Con questa forte presenza dei carabinieri, Lazise si sente molto più sicura. I cittadini ed i turisti potranno fruire di un servizio importante. L’ubicazione della caserma consente un accesso facile. Sono grato a quanti hanno collaborato con l’amministrazione affinché questa struttura potesse essere realizzata. Ringrazio il mio predecessore Luca Sebastiano, che ha sostenuto il progetto, l’Arma dei Carabinieri che ci ha sostenuto, la Soprintendenza ai beni ambientali, la Prefettura, gli amministratori pubblici e gli imprenditori che l’hanno realizzata». «Abbiamo avuto qui una lezione di educazione civica», sottolinea un insegnante che ha accompagnato gli studenti alla cerimonia, «perché abbiamo partecipato alla vita sociale e pubblica del paese nel segno del rispetto delle istituzioni. L’inno, l’alzabandiera sono ancora oggi simbolo della nazione. E i ragazzi hanno vissuto questo momento con grandissima partecipazione».

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