giovedì, Gennaio 29, 2026
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Presto l’inaugurazione dell’esposizione che rende omaggio alla corazzata «Roma». Dopo 60 anni vengono ricordate le vittime e i superstiti di quel mistero

In mostra l’«orgoglio della Marina»

Per la prima volta la tragedia della corazzata «Roma» viene ricordata con una grande mostra in programma a Villa Brunati dal 30 agosto al 14 settembre. Ideatore e curatore è Giovan Battista Conti, desenzanese, figlio di uno dei 596 superstiti dell’«orgoglio» della nostra Marina militare nell’ultima guerra mondiale. A sessant’anni da quel 9 settembre 1943 quando la nave venne affondata dai caccia tedeschi con il suo carico umano (oltre 1250 le vittime, tra cui l’ammiraglio Carlo Bergamini, insignito della medaglia d’oro al valor militare alla memoria), Desenzano rende omaggio alla corazzata «Roma», alle sue vittime ed anche ai suoi superstiti. Alcuni di loro, infatti, dovrebbero essere presenti a villa Brunati il giorno dell’inaugurazione nonostante la veneranda età. E questo grazie all’infaticabile e certosino lavoro di Giovan Battista Conti che, in anni di ricerche faticose, è riuscito a rintracciare parecchi dei compagni di suo padre in quel tragico viaggio. Uno a Lecce, altri nella nostra provincia ed a Brescia. La mostra, realizzata con il contributo del Comune e del Lions Club «Alta Velocità», vedrà esposti documenti, lettere, testimonianze, reperti, cimeli, uniformi ed un modellino della gloriosa nave lunga più di 2 metri. Oltre cinquanta le fotografie, tra cui alcune gigantografie, che ritraggono momenti spensierati di vita militare sulla corazzata. E le foto più tragiche: quella dell’esplosione e dell’affondamento. La mostra vivrà il suo momento-clou il 13 settembre, cioè il giorno precedente alla chiusura, con il convegno-dibattito in programma sempre a Villa Brunati e al quale hanno preannunciato la loro presenza il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, il sindaco di Brescia, prof. Corsini, nella sue veste però di storico, e molte altre autorità civili e militari. Un dibattito che potrebbe arricchirsi con le testimonianze di alcuni dei superstiti o del capo di stato maggiore della Marina. Molti, infatti, sono i misteri che avvolgono ancora le ultime ore di vita della corazzata «Roma». La nostra flotta, che si trovava alla fonda del porto di La Spezia, ricevette l’ordine la sera dell’8 settembre 1943 di dirigersi verso Malta e di consegnarsi agli Alleati. Raggiunte le acque della Sardegna settentrionale, nei paraggi dell’Asinara, avvenne l’improvviso attacco di una squadriglia di caccia tedeschi che utilizzarono una bomba radioguidata battezzata FX 1400. I due ordigni centrarono la «Santabarbara» della corazzata che affondò in pochi minuti. Tra i superstiti anche il desenzanese Vasco Conti, padre di Giovan Battista, il quale a sua volta aiutò altri marinai a salvarsi. Vasco morirà a Desenzano nel 1992. In questi ultimi anni il giovane Giovan Battista ha continuato a lavorare freneticamente per raccogliere documenti e fotografie.

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