Si è svolta sabato 21 marzo 2026 presso la Dogana Veneta di Lazise la giornata di studio e confronto intitolata Laboratorio Garda 2030, un evento promosso dal Comune di Lazise e dalla BCC Garda in collaborazione con l’Osservatorio per il Turismo sul Lago di Garda (OTG) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e il Centro studi avanzati sul turismo di Rimini dell’Università di Bologna. L’iniziativa ha rappresentato un primo momento significativo di dialogo tra mondo accademico, istituzioni, operatori economici e cittadini, volto a definire un percorso condiviso per il futuro del turismo gardesano, puntando su sostenibilità, qualità e integrazione territoriale.
Un percorso strategico per un turismo sostenibile
Laboratorio Garda 2030 si propone di costruire una visione strategica di medio periodo per il turismo gardesano, in un contesto caratterizzato da grandi numeri e forte attrattività, ma anche da criticità quali stagionalità, pressione territoriale, fragilità ambientale e la necessità di una governance più integrata. Il confronto si è sviluppato attorno a tre parole chiave: Acqua, Terra e Comunità. L’acqua è stata discussa come ecosistema da tutelare, risorsa ambientale e elemento di mobilità e attrattività; la terra come paesaggio culturale, risorsa agricola e spazio per attività outdoor e mobilità lenta; la comunità come identità territoriale da rafforzare attraverso una governance partecipata e condivisa.
Durante la mattinata, il programma ha previsto saluti istituzionali di Damiano Bergamini, sindaco di Lazise, e di Giovanni Gregorini, direttore dell’OTG, seguiti da relazioni scientifiche di Patrizia Battilani e Davide Bagnaresi sul tema dell’acqua. La tavola rotonda, introdotta e moderata da Beatrice Benoni dell’Università Cattolica, ha coinvolto numerosi esperti e rappresentanti del territorio, tra cui Lamberto Tonini (direttore commerciale BCC Garda), Giovanni Bernini (presidente Assogarda Camping), Fabio Dei Micheli (presidente Consorzio Bardolino e Chiaretto) e Ivan De Beni (presidente Federalberghi Garda Veneto).
Dibattito partecipato e proposte concrete

Uno degli aspetti più rilevanti dell’evento è stato il clima di confronto aperto tra ricercatori, operatori e cittadini, che ha permesso di condividere esperienze, criticità e visioni per il futuro del territorio gardesano. Tra le proposte emerse, particolare attenzione è stata dedicata alla valorizzazione dell’acqua come patrimonio culturale: si è ipotizzato, ad esempio, l’istituzione di un museo dell’acqua o lo sviluppo di iniziative che coinvolgano direttamente i turisti in processi di tutela ambientale, come nel progetto di Rimini che prevede il monitoraggio della qualità dell’acqua attraverso sensori posizionati sotto le tavole da surf.
È stata inoltre sottolineata l’importanza di un’immagine del territorio costruita e difesa dagli stessi abitanti, che devono diventare «ambasciatori positivi» per evitare la diffusione di stereotipi e informazioni distorte. Il dibattito ha fatto emergere la necessità di percorsi futuri basati sulla cooperazione e sulla responsabilità condivisa, con una maggiore integrazione tra costa ed entroterra.
Opinion poll: la voce dei residenti di Lazise

In preparazione all’evento, è stato realizzato un Opinion poll rivolto ai residenti di Lazise e dintorni, curato dall’Università Cattolica e condotto da Beatrice Benoni. Sono state raccolte 293 risposte, non rappresentative di un campione scientifico, ma utili a cogliere percezioni, aspettative e priorità della comunità locale in vista del futuro del turismo.
Dai risultati emerge una netta preferenza per la qualità dell’offerta turistica piuttosto che per una crescita quantitativa dei flussi: solo il 4,9% degli intervistati indica come priorità l’aumento dei visitatori, mentre il 40% punta al mantenimento degli attuali livelli di presenze, accompagnato da un miglioramento dei servizi e dell’esperienza complessiva. Inoltre, oltre il 63% ritiene fondamentale investire in servizi e qualità della vita dei residenti, mentre la convivenza tra popolazione locale e turisti è un tema prioritario per oltre l’85% dei partecipanti.
Il 57,7% degli intervistati interpreta il turismo come un sistema integrato che deve contribuire allo sviluppo economico, alla qualità della vita e alla valorizzazione dell’identità territoriale in modo simultaneo, sottolineando la necessità di un equilibrio sostenibile tra attrattività turistica e benessere della comunità.
Progetti futuri e collaborazione territoriale
Laboratorio Garda 2030 intende proseguire come percorso nel tempo, consolidando uno spazio stabile di confronto e progettazione che coinvolga istituzioni, operatori e comunità locali. L’obiettivo è accompagnare il territorio nella definizione di strategie condivise per un turismo sostenibile, rigenerativo e capace di trasformare le criticità attuali in opportunità di crescita equilibrata.
Il momento conviviale che ha concluso la giornata ha visto la partecipazione di numerosi protagonisti del territorio, tra cui Fabio Dei Micheli (presidente Consorzio Bardolino e Chiaretto), Renzo Franceschini, Giuseppe Chiappani, Damiano Bergamini, Ivan De Beni, Simone Padovani (presidente Consorzio Olio Garda DOP), Paolo Artelio (presidente Destination Verona & Garda Foundation) e Matteo Gasparato (presidente Autorità di sistema portuale mar Adriatico settentrionale).


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