sabato, Novembre 29, 2025
HomeManifestazioniAvvenimentiL'arte si specchia nel Garda

L’arte si specchia nel Garda

Gli «orientamenti» di Gianni Pellegrini concludono il programma annuale delle “Strategie per l’arte”, le manifestazioni “Eventi diacronici-Star” che hanno coinvolto in estate varie località del Benaco. Il tentativo di mettere a contatto l’area gardesana con i protagonisti dell’arte contemporanea ha stimolato un gruppo di appassionati locali a costituire un comitato, con lo scopo di promuovere e diffondere una maggiore sensibilità nei confronti del dibattito sull’arte contemporanea, che molte volte passa sopra le teste della gente. Il programma “Strategie per l’Arte” ha coinvolto diversi centri del Garda, che hanno messo a disposizione spazi e sponsor per sostenere le manifestazioni, finanziate quindi in gran parte dai privati, in un ideale itinerario che ha collegato le sponde: da Riva del Garda a Nago-Torbole, Malcesine e Gardone Riviera.L’intento degli organizzatori sarebbe quello di proporsi anche per gli anni futuri come centro d’aggregazione e di propulsione verso enti del pari interessati al dibattito sull’arte contemporanea. In questo modo abbiamo visto nel percorso espositivo di palazzo Martini i lavori di Cioffi, Strada, Galli, Vago, Morandi, Bernardoni, Valentini, Pellegrini, mentre nelle varie sale spiccavano le decorazioni murali settecentesche recuparare dalla paziente opera di restauro.Altre esposizioni hanno riguardato al Forte di Nago l’opera di Ghinzani e al castello di Malcesine quella di Vago. L’esposizione di Gianni Pellegrini, al Vittoriale di Gardone Riviera fino al primo novembre, viene a concludere e a coronare la prima uscita del piano di manifestazioni artistiche gestito dalla Cavenaghi Arte di Milano, che ha in Palazzo Martini il centro propulsore.Nell’esposizione del Vittoriale per l’artista rivano giunge a maturazione un cammino artistico già intrapreso da anni con gli studi sulla superficie e sul segno, le graffiture e l’indagine sullo spazio pittorico inteso in senso assoluto, senza paesaggio, figurazioni o quant’altro possa disturbare una mera contemplazione. Come dicevamo qualche anno fa, Gianni Pellegrini ha approfondito il nesso profondo e inscindibile tra gesto e superficie badando al ritmo e all’interna movimentazione che hanno luogo entro i limiti assoluti della tela.Così nelle “graffiture” era evidente che dai segni sulla superficie l’artista intendeva trarre gli effetti più intimi da segno a segno, graffiando la superficie e facendola in qualche modo palpitare: un’operazione che mette in evidenza una pittura non come figurazione ma come silenzio e pausa, rispetto all’universo dell’ “homo faber”.L’idea di pittura minimalista ha dato luogo negli ultimi tempi, documentati appunto al Vittoriale, a una nuova fase, legata alla medesima vibrazione della superficie ma nel contempo tesa a conquistare il rapporto ombra-luce. Il critico Claudio Cerritelli ha scritto che Gianni Pellegrini “è giunto ad un punto della sua investigazione pittorica da cui difficilmente si recede, in realtà più che esservi giunto vi si è trovato implicato, nel tentativo di captare i sommovimenti interiori del segno…” Un traguardo, quello del Vittoriale, che è dunque un punto di partenza per ulteriori investigazioni pittoriche.

Articolo precedente
Articolo successivo
Articoli Correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

In Evidenza

Dello stesso argomento

Ultime notizie

Ultimi Video