giovedì, Gennaio 29, 2026
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Trasporto riuscito sotto lo sguardo soddisfatto dei rappresentanti del Consorzio funicolare. Dieci minuti di elicottero dalla Motta alla stazione di San Michele Da luglio la nuova funivia collegherà il lago a Tratto Spino

Le cabine «volano» sul Baldo

Operazione riuscita. In poco più di dieci minuti le due fiammanti cabine rotanti della nuova funivia e il doppio serbatoio per l’approvvigionamento dell’acqua sono stati trasportati con un elicottero K-max dal parcheggio in riva al lago di località Motta ai circa 600 metri della stazione intermedia di San Michele. Fra qualche giorno le due navicelle verranno issate sulle funi portanti mentre per i primi di luglio è prevista l’apertura dell’impianto di risalita che in meno di 11 minuti percorrerà ad una velocità massima di 10 metri al secondo i quattro chilometri e 325 metri di lunghezza che separono le sponde del Benàco ai 1760 metri di Tratto Spino. L’atteso intervento, rimandato ben tre volte per problemi collegati al trasbordo via cielo, è avvenuto ieri mattina davanti ad una folla di curiosi e addetti ai lavori. Un passaggio seguito con il sorriso stampato sul volto dai rappresentanti del consorzio funicolare Malcesine-Monte Baldo, ente presieduto da Giuseppe Venturini e composto con differenti quote di partecipazione da Provincia (45%), Comune di Malcesine (30%) e Camera di Commercio (25%). Tutti con il naso all’insù ad osservare la potenza e l’agilità dell’elicottero birotore proveniente direttamente dall’Austria che con una semplice manovra ha agganciato i ventitremila chili della navicella e in quattro minuti ha completato il trasvolo. Operazione ripetuta tre volte nella massima sicurezza e con la possibilità per gli operatori televisivi e i fotografi di immortalarne le fasi seduti a bordo di un secondo elicottero d’appoggio. A terra, spazzolati dalle raffiche di vento mosse dalle pale dei mezzi volanti, tra gli altri anche il sindaco Giuseppe Lombardi, il progettista della Funiplan di Rovereto, Mario Pedrotti, il responsabile del procedimento dei lavori Gianfranco Bortolussi, l’immancabile Giuseppe Bolognini oltre al presidente dell’Asco provinciale Fernando Morando. «E’ una soddisfazione enorme vedere uno degli ultimi tasselli di questa grande opera andare al proprio posto. Fra poche settimane, a lavori ultimati, potremo fregiarci di un impianto di risalita unico al mondo nel suo genere grazie alle due cabine rotanti. Una vera attrazione che creerà un indotto economico non solo per l’alto Garda ma per tutta l’area veronese. Va dato merito di tutto questo al presidente Giuseppe Venturini che ha saputo portare a termine nei tempi prestabiliti un’opera basilare per il rilancio del Baldo», ha detto Morando in qualità di membro del direttivo del consorzio funicolare. Al suo fianco annuisce Franco Todesco presidente della Federazione italiana sport invernali (Fisi). «Una volta a pieno regime la funivia sarà un mezzo trainante per gli sport invernali dell’entroterra gardesano. L’auspicio è che lo stesso Consorzio si faccia presto carico della ristrutturazione degli altri impianti che formano il carosello del Baldo. Ma non solo. Il sogno è arrivare all’innevamento artificiale e ad un accordo con il Trentino per un unico comprensorio con San Valentino e La Polsa». Più legato ovviamente al presente Giuseppe Venturini, comunque elettrizzato nel vedere prendere forma definitiva l’impianto di risalita. In un certo senso anche una piccola rivincita nei confronti di chi gufava contro. «Dicevano che non saremmo mai riusciti a rimanere nei tempi e invece per luglio, come previsto, la funivia sarà aperta. Non abbiamo speso una lira in più dei 40 miliardi previsti e nonostante le promesse di contributi non mantenute dalla Regione», si scalda Venturini, «siamo riusciti a realizzare nella stazione a valle il parcheggio interrato da 200 posti auto».Un «giro» panoramico per ottanta persone Uniche al mondo. Stiamo parlando delle due moderne cabine rotanti che faranno spola nel secondo tratto della funivia di Malcesine. Le avveniristiche «navicelle», ciascuna con una capienza fino ad ottanta unità, permetteranno al passeggero di ammirare il paesaggio a 360 gradi grazie al lento movimento rotatorio del pavimento della cabina (circa un giro) durante la risalita che dura otto minuti. Una soluzione innovativa e spettacolare per due «corpi» rotanti dal costo singolo di 150mila euro. Una cifra forse cospicua ma che secondo le previsioni sarà ben presto ammortizzata dalla corsa dei turisti a provare l’ebbrezza di un giro panoramico con vista mozzafiato sul più grande lago d’Italia. Ma non sono sole le cabine rotanti a qualificare l’impianto di risalita dove ogni minimo particolare è stato approfonditamente studiato. Tra gli obiettivi del nuovo impianto l’aumento della portata passeggeri, 600 all’ora il triplo rispetto all’attuale, ma anche l’abbattimento delle barriere architettoniche e il miglioramento degli spazi. Impianto che sarà costantemente tenuto sotto controllo e gestito da quattro differenti computer che visioneranno ogni funzione legata alla sicurezza. (s.j.)

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