Nelle acque del Garda c’è ancora troppo fosforo, anche se negli ultimi tre anni la sua concentrazione si è stabilizzata e la tendenza si sta invertendo: l’eutrofizzazione del lago può calare, anzi sta già calando.L’annuncio è di Nico Salmaso, ecologo dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige, in provincia di Trento, che intervenendo a un convegno a Caprino Veronese ha parlato del processo di eutrofizzazione, vale a dire l’«arricchimento» delle acque in fosforo e azoto che, poi, causa un aumento della produzione di microalghe con il conseguente degrado della qualità dell’acqua.Una tendenza che, come si diceva, parrebbe si sia arrestata da qualche stagione. «Dagli anni ’70 al 2005 i campionamenti avevano indicato un progressivo incremento di fosforo – ha detto l’esperto -: le concentrazioni erano passate da poco meno di 10 microgrammi per litro, valore vicino alle concentrazioni naturali, agli oltre 20 rilevati tra il 2003 e il 2005. Adesso questa tendenza all’aumento sembra essersi stabilizzata. Infatti le concentrazioni si sono attestate intorno ai 18 microgrammi, valore medio su tutto il bacino».QUESTA CONDIZIONE stabile non deve indurre però a calare il livello di attenzione: è la raccomandazione dell’ecologo di San Michele all’Adige, perché «occorre continuare a lavorare per arrivare alle cause del problema, che solo in parte può essere imputabile all’agricoltura, quanto piuttosto agli scarichi civili, che arrivano in buona parte dagli affluenti».Ricordiamo che, di recente, un’analisi eseguita al lido di Lonato dagli studenti di due istituti superiori di Desenzano e Lonato nell’àmbito di un progetto ambientale lanciato dalla Provincia di Brescia con la collaborazione del Cra di Sirmione, ha permesso di analizzare alcuni campioni d’acqua.Ebbene confrontando i dati di un corso d’acqua situato a ridosso della spiaggia con quello del lago, è stato constatato che nel primo era presente un maggior numero di nitrati.Intanto, la situazione della balneazione del Garda segna un altro punto a suo favore in questo inizio di stagione. Dopo quella della riviera bresciana che vede per ora solo tre spiagge chiuse ai bagni su un totale di 52, anche la costa veronese può vantare un record: su 65 punti solo uno off limits.
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Dall’Istituto agrario di San Michele all’Adige un dato confortante per il Benaco


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