Un’occasione da prendere al volo. La candidatura di Bardolino e Verona per i Mondiali di ciclismo del 2004 può rappresentare un colpo da novanta per l’immagine del centro lacustre e della sponda veronese del lago di Garda. Perché il sogno diventi realtà, occorre che l’Italia batta la concorrenza di Spagna e Germania, le cui candidature, insieme a quella azzurra, sono state accolte dall’Unione ciclistica internazionale (Uci).
Successivamente, l’asse Verona-Bardolino dovrà proporre garanzie maggiori di Bergamo, Caneva (Friuli Venezia Giulia), Imola e Pescara. Una corsa senz’altro alla pari, ma comunque zeppa di insidie e sorprese. Il comitato gialloblù può però contare su di un leader di spicco, come Teofilo Sanson, industriale in grado di imprimere lo sprint vincente.
Le credenziali e il supporto
Credenziali di rango che, sommate all’esperienza maturata come organizzatore dei Mondiali dello scorso anno sulle Torricelle a Verona, garantiscono a Sanson un peso specifico di rispetto. Lo stesso re dei gelati, come già affermato lunedì pomeriggio nella conferenza stampa indetta in Provincia, non nasconde una buona dose di ottimismo.
«Il successo che abbiamo registrato a Verona è stato di portata mondiale. L’evento sportivo è stato seguito in televisione da 380 milioni di spettatori. Mai tanta gente si era sintonizzata su di una gara iridata. Considerata poi la crisi d’immagine che circonda il mondo delle due ruote, il risultato è sicuramente doppio».
Ma su quali basi poggia la sua fiducia di riportare a Verona, e per la prima volta sul Garda, una competizione di tale spessore? «Semplice. Il ciclismo internazionale ha bisogno di un’organizzazione impeccabile, ma anche di scenari di gran fascino e attrattiva, che da noi non difettano di certo».
L’ottimismo di Sanson non ha mancato di contagiare i presenti alla conferenza stampa. Tra questi anche il vice-sindaco di Bardolino, Valter Rizzi, e l’assessore al turismo, Stefano Tagliaferri. Assente, perché influenzato, il primo cittadino, Armando Ferrari.
Caratteristiche territoriali e sostegno locale
«La scelta del nostro paese come possibile sede delle sei gare a cronometro è determinata dalle caratteristiche del territorio e, di pari passo, dalla presenza di numerose strutture alberghiere di un certo livello», commenta Rizzi. «L’ampia capacità ricettiva, rispetto agli altri centri limitrofi, ha giocato a nostro favore, come anche la pre-mondiale svolta nel 1992 sulle strade di Bardolino e dell’entroterra.
Non dimentichiamo poi che, in inverno, da noi vengono a svernare intere squadre professionistiche, approfittando del clima ideale per svolgere gli allenamenti. L’ultimo campione iridato è stato Oscar Camenzind.
Sponsorizzazioni e sviluppo turistico
Ieri, come oggi, a sponsorizzare il centro rivierasco è ancora una volta Sanson. «Ma non è solo Bardolino ad essere coinvolto», afferma l’assessore provinciale e gardesano DOC, Davide Bendinelli.
«Ci sarà spazio anche per Lazise, Garda e altri. Inutile ricordare che si tratterebbe di un ottimo lancio turistico per la Riviera degli Olivi».
Il lago di Garda, nel passato, ha abbracciato in altre circostanze i campioni delle due ruote. Al di là delle ultime tre edizioni del Giro del Trentino, che hanno fatto tappa a Torri e Malcesine, è da ricordare il festoso saluto che Garda diede il 16 maggio 1969 alla 52ª tappa del Giro d’Italia, concluso poi con la vittoria di Gimondi.
All’epoca, il fatto sportivo si abbinò anche a quello ecologico. In quei giorni, faceva discutere il «progetto Rodighiero», che prevedeva di far arrivare le bettoline, le chiatte da trasporto, sul Garda attraverso il Mincio, reso navigabile. Contro il provvedimento, insorse la popolazione e i sindaci del lago, che ventilarono una manifestazione di protesta in occasione della punzonatura dei girini, ma tutto poi si svolse in perfetto ordine.


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