Il museo comunale, al piano terra di Palazzo Carlotti, si ripropone. Dopo un periodo in cui il materiale archeologico è rimasto accatastato alla rinfusa, ora la struttura è stata restituita con una nuova immagine alla cittadinanza. Tutti lo possono visitare, scoprirne e conoscerne i tesori. Il museo è aperto ogni mattina, da martedì a sabato dalle 10 alle 12, e se qualcuno lo desidera può visitarlo su appuntamento nel pomeriggio, studenti inclusi. Lo annuncia soddisfatto Vasco Senatore Gondola, presidente dell’Istituzione biblioteca museo, che ieri sera organizzato una conferenza in cui Martina Benati e Giovanni Ridolfi hanno presentato i risultati del loro lavoro. «I due archeologi hanno curato e ultimato la ricatalogazione dei reperti archeologici, distribuendoli nelle vetrine, con targhette esplicative secondo un percorso didattico studiato appositamente per le scolaresche». Intanto, la settimana scorsa è stata inaugurata una mostra sulla prima guerra mondiale che resterà aperta fino al 27 novembre e «che è stata visitata da moltissime persone, soprattutto domenica che era la festa della fanteria», precisa Gondola. Ma se il patrimonio del museo è già cospicuo, Gondola punta ad aumentarne le sezioni. Il materiale esistente è costituito da una sezione paleontologica, dove si trovano molti fossili donati dai fratelli Gaspari di Caprino; da una sezione archeologica che conserva reperti del paleolitico, mesolitico, neolitico, epoca romana fino al Medio Evo raccolti in questa zona da appassionati guidati dal professor Mario Marangoni, di Caprino. Quindi ci sono una sezione storica e una artistica ove sono esposti dipinti provenienti dalla chiesetta di San Martino e dove si trova la deposizione trecentesca dell’anonimo maestro di Sant’Anastasia, un’opera veramente unica. «Siamo soddisfatti di quanto abbiamo fatto anche perché l’amministrazione ha risposto alle nostre richieste con molta sollecitudine. Ora il materiale è esposto bene, è in ordine e finalmente abbiamo raggiunto lo scopo di poterlo mostrare. Tra breve consegneremo un resoconto al professor Luciano Salzani, ispettore provinciale della Soprintendenza ai beni archeologici». Ma gli orizzonti del professor Gondola sono più vasti: «Abbiamo in programma di ampliare il museo con una sezione botanica, una faunistica dedicata agli animali del Monte Baldo, una pinacoteca ove collocare le opere d’arte di artisti del Baldo, come Alberto Stringa, Lodovico Morando, Ottavio Gaspari, e vorremmo valorizzare le opere in pietra di Antonio Tinelli». L’arte di scolpire a Caprino ha una storia e, non a caso, proprio l’Istituzione biblioteca museo, in collaborazione con l’associazione Scopripreara, ha voluto riaprire una scuola di scultura che è stata inaugurata da una settimana e a cui si sono iscritte ben 34 persone. Siamo soddisfatti, il sindaco Stefano Sandri non ha esitato a concederci gli spazi richiesti e ha finanziato per tempo quanto necessario a far decollare le prime attività». «Abbiamo aumentato gli spazi disponibili, c’è anche una saletta che potrà diventare l’ufficio del museo», dice il sindaco. Ora c’è altro materiale da catalogare: i due archeologi hanno trovato un quindicina di scatole con materiale storico e reperti delle nostre zone; sono stati puliti e numerati e andranno sistemati.


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