La necropoli di via Santa Croce a Trento, scoperta durante i lavori di restauro di un edificio storico e portata alla luce nell’ambito della tutela preventiva dell’Ufficio beni archeologici della Provincia autonoma di Trento, è stata inserita al secondo posto nella classifica delle sette scoperte archeologiche 2025 pubblicata da Il Giornale dell’Arte; il deposito si trova a circa 8 metri di profondità sotto l’attuale quota di via Santa Croce e, al momento, sono state messe in luce 270 tombe caratterizzate dal rito della cremazione indiretta e da corredi funerari completi.
Le ricerche, dirette dalla dott.ssa Elisabetta Mottes e coordinate in campo da Michele Bassetti e Ester Zanichelli di Cora Società Archeologica, hanno documentato più fasi di frequentazione della prima età del Ferro (fine X–metà VI secolo a.C.), stele funerarie infisse fino a 2,40 m, cassette litiche tumulate e una straordinaria conservazione favorita da episodi alluvionali; il recupero e il restauro dei reperti mobili sono coordinati da Susanna Fruet e Chiara Maggioni, e i materiali rinvenuti includono armi e oggetti d’ornamento con inserzioni in ambra e vetro, mentre le analisi interdisciplinari su resti antropologici, archeobotanici e corredi sono in corso.


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