giovedì, Gennaio 15, 2026
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Dopo le polemiche, la vecchia strada potrebbe essere a breve riaperta ai biker

Ok dai giuristi: la Provincia resuscita la Ponale

Usando un ragionevole condizionale, sempre d’obbligo in questi casi, la notizia è che la strada del Ponale “potrebbe” essere riaperta ancora entro quest’estate. Domani l’assessore provinciale all’ambiente Iva Berasi comunicherà il parere espresso dal Comitato Legislativo alla Giunta Provinciale, e se la Giunta riterrà di concedere, per così dire, il nulla osta alla riapertura della vecchia Via del Ponale, per il libero transito di biciclette e pedoni sulla strada costruita da Giacomo Cis 150 anni fa, sarà solo questione di ore. La lunga battaglia iniziata tre anni fa dal Comitato Giacomo Cis, presieduto da Fabrizio Di Stasio, è, dunque, giunta alla fine.«Ora che è terminata anche la costruzione della nuova passerella d’imbocco sopra la volta della galleria, questa notizia giunge finalmente quale premio della costanza avuta». Sono parole di Iva Berasi, la battagliera assessore provinciale che esprime piena soddisfazione dopo aver ricevuto il parere del Comitato Legislativo composto da sei giuristi, incaricato dalla Provincia ad esprimersi sulla responsabilità della vecchia via di collegamento con la Valle di Ledro, strada “obbligata” per i biker che non possono transitare lungo il tunnel. Il parere legale, in sostanza, afferma che non esiste alcuna responsabilità da parte di chi ha in gestione la strada (sia la Provincia, l’amministrazione comunale o altro Ente) se dovessero verificarsi incidenti. Una volta messi i segnali di pericolo, realizzati i parapetti là dove la frana di due anni fa li ha cancellati e ripristinato il sentiero, la Ponale potrà essere riaperta definitivamente, magari con erba al posto dell’asfalto, una soluzione che piace anche a Da Col perché un sasso che cade si ferma prima sul terreno erboso che sull’asfalto dove, invece, rimbalza e prosegue la sua corsa. “Niente disgaggi onerosi o reti paramassi dai costi elevati – conclude Iva Berasi – cercheremo soltanto di capire l’entità degli interventi strettamente necessari alla riapertura per intervenire con accorgimenti quali idonei segnali di pericolo. Una spesa che dovrà rientrare nelle nostre disponibilità finanziarie”. Nei prossimi giorni, dunque, dopo un periodo di lotte, raccolta firme, pareri d’esperti, silenzi, prese di posizione dei vari comitati, la buona novella per i migliaia di bikers che oggi non hanno più modo di pedalare per salire da Riva in Val di Ledro, arriverà a dar loro piena soddisfazione. “Forse è la volta buona – ha detto Fabrizio Di Stasio, presidente del Comitato Giacomo Cis costituitosi il 30 marzo’99 per… opporsi ad un progetto scellerato di eutanasia ambientale… – perché ora è arrivato il tassello più importante di tutta la vicenda, quel parere legale che bloccava ogni iniziativa. Ora spero che la Giunta si esprima in tempi brevi quantità e qualità degli interventi che vorrà adottare, confidando che le intenzioni emerse durante il nostro ultimo incontro fossero realizzate, procedendo con una rinaturalizzazione del percorso. A noi la Ponale piace così com’è, libera di essere percorsa a proprio rischio e pericolo, senza pedaggi possibilmente”. Di Stasio esprime gratitudine nei confronti di coloro che nella riapertura della Ponale hanno creduto e per questo si sono impegnati, e volge un sincero grazie all’assessore Iva Berasi, all’assessore Sergio Muraro valido continuatore dell’impegno iniziato dallo scomparso Sergio Casagranda (ste tranquili, mateloti, qualcos farem!), ed all’ing. Raffaele De Col, il quale si è occupato, si occupa e, spera Di Stasio, continuerà ad occuparsi delle questioni tecniche.

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