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Ora la Rocca è del Comune

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Accordo raggiunto tra il Comune di Garda e i Salesiani proprietari della Rocca: l'amministrazione potrà acquistare i terreni sui quali sono stati rinvenuti reperti archeologici relativi al castello che vide imprigionata la Regina Adelaide. Sventato pericolo, quindi, per il per il quale Provincia di Verona e Comuni di Garda e hanno già speso 350mila euro per effettuare studi e ricerche. Il progetto infatti aveva subito una dura battuta d'arresto quando in dicembre i Salesiani avevano reso noto di essere stanchi di aspettare l'acquisto della Rocca da parte del Comune di Garda ed avevano firmato un contratto d'affitto per 15 anni con un coltivatore diretto della zona. Il privato aveva anche anticipato una caparra per l'acquisto dell'area alla scadenza del contratto di locazione. Un colpo di scena che aveva messo a rischio il progetto in campo da anni per la valorizzazione della Rocca con la creazione di un parco con sentieri didattici atrezzati. I Salesiani avevano atteso a lungo prima di procedere al contratto con il coltivatore diretto ma visto che il Comune di Garda non si decideva a procedere all'acquisto, avevano deciso per l'affitto al privato. Inevitabili le reazioni degli enti pubblici, che da quel momento hanno aperto una trattativa con i Salesiani per ottenere almeno l'acquisto dei terreni interessati dagli scavi. Scavi iniziati nel 1999 in occasione dei mille anni dalla morte della Regina Adelaide, alla quale è intitolato il progetto archeologico.«Abbiamo trovato l'accordo pieno su tutto», spiega il sindaco Davide Bendinelli, «presto verrà formalizzata l'intesa raggiunta con il direttore dell'istituto Salesiano, don Romano Bettin. Garda così potrà acquistare l'area intorno alla sommità della Rocca, sede di ritrovamenti archeologici. Al coltivatore rimarrano invece i terreni centrali del pianoro sulla sommità, che potrà utilizzare esclusivamente con finalità agricole: precisamente per la piantumazione di olivi», sottolinea Bendinelli, che continua: «Così la Rocca resterà accessibile a tutti con i prati che verranno curati invece che lasciati incolti come sono adesso e si potrà procedere con il progetto del parco».C'è da ricordare che lo studio è iniziato otto anni fa ma dal 2005 i lavori sono fermi, con i ritrovamenti archeologici esposti alle intemperie. Uno studio per il quale è stato anche realizzato un libro di 500 pagine, dove è raccolta la ricerca che ha portato in superficie tre cinte murarie, un'area adibita ad edifici pubblici del castello, una chiesa con mosaici e un'area cimiteriale. Nella chiesa sono emerse tombe con degli scheletri; ritrovate inoltre monete dell'imperatore Zenone ed una fibula molto preziosa. Garda è il Comune maggiormente coinvolto nel progetto poichè i terreni su cui si sono ritrovate le antiche tracce del castello dove Berengario II imprigionò la Regina Adelaide ricadono sul proprio territorio. Testimonianze di un passato che tutti credevano solo leggenda e che invece si è rivelato storia millenaria della popolazione lacustre.Ora con l'acquisto dell'area, i lavori di ricerca e di realizzazione del progetto archeologico potranno riprendere il proprio corso e con essi anche la storica collina potrà tornare agli antichi splendori.La Rocca è un patrimonio affettivo-ambientale indissolubile per le genti gardesane: dalla cima si gode un panorama mozzafiato su tutto il lago, il versante occidentale si affaccia sul golfo di Garda, quello orientale sulla sponda di Bardolino. Lungo l'antica via romana vi sono passati milioni di persone, in molti hanno anche esplorato le gallerie di difesa militare. Sulla cima si trova anche il cosidetto «trono della Regina», luogo di incontro di tanti innamorati. Testimonianze che i due Comuni vogliono valorizzare con un parco che racconti la storia millenaria del luogo.

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