La mostra a Villa di Gargnano
Il fascino del pane e della scrittura tornano in mostra in questi giorni a Villa di Gargnano, nella caratteristica piazzetta: un appuntamento che si protrarrà fino al 30 aprile, con orari di apertura che vanno dalle 15 alle 19, da martedì a domenica.
Il visitatore si vedrà proporre il tema «Pane, brot, pain», un titolo in tre lingue, che rispecchia il contenuto delle opere di Sabine Frank.
Il lavoro dell’artista
L’artista francotedesca impronta il suo lavoro sul pane e sulla scrittura, collegando due elementi che solo all’apparenza parrebbero lontani. Si tratta di un lavoro di ricerca che la Frank conduce da anni in molti paesi europei.
In Italia ha scelto il Garda e la Toscana. Alcune riflessioni potranno indurre a riscoprire il pane e valorizzarlo come simbolo, più che come alimento, accreditandogli quell’aura di sacralità e di rispetto che gli è sempre stata attribuita in molte civiltà.
Dalle più antiche e lontane fino alla nostra, che basa parte della sua filosofia sul concetto di «usa e getta» o, più spesso, di «acquista e spreca». Il pane, invece, si mette da parte, si riscalda e si consuma anche se raffermo: difficile trovare il coraggio (o la viltà) di sprecarlo e buttarlo.
Come pure un testo scritto, documento o libro che sia, utile o inutile. Gli si cerca un angolo e lo si ripone. Poi ci si dimentica: ma non lo si getta quasi mai.
Riflessioni sulla scrittura e il pane
Questi principi e queste riflessioni non sono estranee all’artista tedesca. Alla base dell’alimentazione, specie quella occidentale, sta proprio il pane, frutto di tradizione e rappresentante basilare di un’abitudine alimentare che alle nostre latitudini non registra flessioni di sorta.
La stessa scrittura, d’altro canto, ha permesso all’uomo, migliaia di anni fa, di trasmettere se stesso a chi gli sarebbe subentrato: è successo per secoli e sta ancora succedendo.
E così, in piena era informatica, con il computer ormai in dotazione a molte famiglie, carta e penna non hanno visto decrescere il loro valore. Tantomeno i documenti originali e manoscritti, che hanno invece aumentato il fascino della consultazione da parte di esperti o curiosi.
La pergamena o la carta ormai ingiallita evidenziano il contenuto dello scritto. L’intuizione di Sabine Frank, tedesca residente in Francia e che vive parte dell’anno sul Garda e in Toscana, consiste nell’accostamento di questi due elementi: la scrittura e il pane.
La tecnica artistica
Il suo lavoro si basa sul dipingere le più svariate e curiose forme di pane su antichi documenti notarili europei. L’artista accosta, in genere, le forme di pane che ha acquistato in un luogo con documenti che esprimono elementi di quelle stesse contrade: contratti notarili, documenti di matrimonio, compravendite e così via. Un binomio insolito ma di grande suggestione.


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