Mentre l’Italia continua a collezionare successi ai Giochi Invernali di Milano-Cortina, il regno animale mostra come i record dell’evoluzione possano superare le abilità olimpiche dell’uomo. Il parco Natura Viva e il bioparco Zoom Torino hanno stilato la top five degli “atleti del freddo”, selezionando specie che vivono negli ambienti più estremi e inospitali del pianeta.
Tra queste spicca la tigre siberiana, simbolo scelto per il casco della campionessa di sci Federica Brignone, con la quale condivide un vero e proprio record nello slalom gigante. “Il corpo degli animali – spiega Michela Cogo, biologa ed educatrice della Fondazione dei due parchi zoologici – ha impiegato millenni per sviluppare abilità che permettono di vivere in ambienti estremi, dove reperire cibo o mantenere la temperatura corporea è una sfida costante.”
Il leopardo delle nevi, emblema del salto con gli sci, vive tra i 2mila e i 4mila metri di quota nell’Asia centrale, dove la neve persiste a lungo. “Per muoversi tra pareti e dirupi – continua Cogo – compie balzi che possono raggiungere i 15 metri, unendo potenza muscolare, controllo in aria e precisione nell’atterraggio: qualità che, in quota, garantiscono la sopravvivenza”.

Il lupo artico, adattato alla tundra e ai territori ghiacciati dell’Artide canadese e della Groenlandia, si distingue per la sua capacità di cooperazione. “Fa del branco la propria forza: cooperazione e ruoli definiti sono alla base della caccia e della difesa del territorio, in gruppi che possono comprendere anche 10 individui. È la perfetta metafora dell’hockey su ghiaccio, sport di squadra fondato su fiducia e coordinazione e ruoli definiti”.
La renna si contraddistingue invece per la resistenza e la capacità di spostarsi su lunghe distanze. Alcune popolazioni della tundra possono percorrere fino a 5mila chilometri all’anno. “Un adattamento al freddo estremo e un’endurance che richiamano la staffetta dello sci di fondo, con una resistenza davvero da medaglia d’oro, dove l’uno è la forza dell’altro”.
Infine, il panda rosso, abitante delle foreste di bambù del Nepal, si muove con agilità tra i rami, talvolta lasciandosi cadere da altezze considerevoli. Grazie a un equilibrio straordinario e alla capacità di ruotare le caviglie di 180° per scendere in sicurezza, il suo movimento ricorda le evoluzioni dello snowboard freestyle.

La top five si chiude con la tigre siberiana, che vive nelle foreste dell’Estremo Oriente russo, dove le temperature possono scendere fino a -40 °C. “Solitaria, potente e precisa – conclude la biologa – si muove su terreni innevati lasciando tracce a volte lineari e a volte tortuose, per assecondare la morfologia del terreno e gli ostacoli costituiti dalla vegetazione arbustiva, proprio come accade nello slalom gigante”. Un comportamento osservato anche in uno studio pubblicato nel 2023 su Wildlife Letters, che analizza gli spostamenti di questa specie in risposta alle modifiche del territorio.


Iscriviti al nostro canale Telegram per tutti gli ultimi aggiornamenti
Garda Flash News: notizie lampo, stile essenziale







