domenica, Marzo 1, 2026
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Per la scuola in ospedale il problema è l’incontro fra le culture

Un nutrito pubblico di operatori scolastici ha seguito il Convegno «La scuola in ospedale: esperienze e prospettive in una realtà multietnica», tenutosi ieri pomeriggio alla sala Bachelet dell’Ospedale. Organizzato dal primario della divisione di pediatria, dottor Zanini, ha segnato un momento di confronto fra istituzioni scolastiche, sanitarie e amministrazione cittadina.

L’esperienza della scuola in ospedale è nata dieci anni fa, quando è stata istituita dal provveditorato per richiesta di Zanini, col duplice obiettivo di alleggerire ai piccoli ricoverati l’impatto con la struttura ospedaliera e di garantire la continuità dell’apprendimento.

Se si tiene conto che oggi più di un quarto dei ricoverati sono extracomunitari, risulta evidente che i problemi legati alla didattica, in un contesto così particolare, sono secondari ai temi dell’accoglienza e dell’incontro fra culture, come ha sottolineato il professor Medeghini dell’Università di Bergamo.

Valorizzazione della multiculturalità e attività didattiche

Domenico Conciatori, attuale maestro della scuola della divisione di pediatria, ha sottolineato: «I nuovi programmi parlano di valorizzazione della differenza. Questo ha significato pensare un progetto multiculturale che ha consentito di arricchire la biblioteca della scuola, che conta 230 volumi, di testi in lingua, di favole appartenenti alla tradizione di altre etnie e di realizzare un momento di festa per conoscere le diverse tradizioni relative alla festa dei bambini».

Licia Magnani, dell’ufficio scolastico provinciale, l’ex Provveditorato, ha ricordato che per affrontare la realtà multietnica sono previsti maggiori investimenti dove l’incidenza di alunni e studenti stranieri supera il 10% della popolazione scolastica e che è indispensabile poter garantire a tutte le scuole la presenza del mediatore culturale, ben più importante di quello linguistico.

«L’apprendimento della lingua — ha detto il professor Marocchi — non è il problema principale: i bambini, lo sappiamo, apprendono in fretta. Più difficile è la convivenza con culture che hanno altri sistemi di valori. Oggi la scuola italiana sta lasciando il vecchio modello dell’assimilazione e dell’integrazione e, in linea con i paesi europei che hanno affrontato prima di noi questo problema, si orienta al riconoscimento e alla valorizzazione della cultura d’origine».

Supporto alle nuove generazioni e integrazione culturale

Erminia Biaggi, assessore alle politiche sociali, nel sintetizzare l’attività svolta a favore degli stranieri dall’amministrazione, ha sottolineato la collaborazione con l’associazione Equatore, formata da italiani e stranieri, costituitasi a Castiglione per favorire la promozione e l’integrazione degli stranieri residenti sul nostro territorio.

La professoressa Baronio ha rimarcato che nell’Istituto Comprensivo 1 vi è una scuola materna dove la presenza di bambini stranieri tocca il 50%, mentre in media la presenza di stranieri alle elementari e alle medie è fra il 20 e il 25%.

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