martedì, Aprile 23, 2024
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San Zeno di Montagna e Brenzone hanno costituito la «srl» che farà ripartire gli impianti di Costabella. Il Consorzio di Malcesine non ci sta: «Non siamo più interessati»

Prada, alleati per la funivia

I comuni di San Zeno e Brenzone hanno fondato la «Prada Costabella srl», con proprietà ripartita al 50%. E’ stata costituita, dunque, la società che entro il 31 maggio dovrà acquistare gli impianti di risalita di Prada, fermi dal 1999. Una seggiovia e una bidonvia, costruite nel 1968, che per quasi quarant’anni, hanno portato migliaia di persone sul Baldo. Il 18 maggio, nello studio Ferrarini e Partners di Affi, il notaio Gabriele Noto, ha siglato l’atto costitutivo della nuova società, presieduta dall’avvocato Marco Bisagno, 61 anni, noto professionista nel campo del diritto sportivo. Consiglieri di amministrazione altri due avvocati, Marco Brighenti e Rinaldo Sartori. Tre nomine su cinque, per lasciar liberi due nomi da inserire in rappresentanza del Consorzio Funivie di Malcesine, che avrebbe dovuto entrare in società con il 2%. Ma, colpo di scena, l’operazione non è andata in porto perchè, come spiega il presidente del Consorzio, Giuseppe Venturini, «non siamo più interessati al progetto. Non intendiamo più aderire. E’ stata costituita una società senza la nostra quota, è stato nominato un consiglio d’amministrazione guidato da Bisagno, ottimo esperto in funivie. A questo punto i proprietari sono loro, che procedano anche al progetto. Noi non possiamo andare a lavorare su decisioni già prese da altri senza nemmeno consultarci». Ma la porta dai due comuni non è stata chiusa, poichè sono sati lasciati due posti liberi nel consiglio ed è prevista una eventuale voltura per il 2% di quota al momento dell’accordo. Non è sufficiente? «Ho scritto una lettera per chiedere di consultare la documentazione. Se saremo contattati valuteremo. Devo comunque sentire il consiglio d’amministrazione del Consorzio, che rappresenta i soci, composti al 40% dalla Provincia, al 35% dal comune di Malcesine e al 25% dalla Camera di Commercio». Brutta storia, dunque, poichè sembra essere venuto meno il terzo soggetto della società e che avrebbe dovuto gestire gli impianti. Ma perchè i due comuni hanno proceduto a costituire la società con il 50% di proprietà per comune? I sindaci Giovanni Zappalà e Cipriano Castellani spiegano come sono giunti a questo risultato. Zappalà chiarisce che «il 31 maggio scade il termine previsto dal preliminare per l’acquisto degli impianti. Inoltre questa società andrà all’acquisto con fondi già concessi dalla Provincia e dalla Camera di Commercio e le nostre amministrazioni sono in scadenza. Il consorzio Funivie di Malcesine era in scadenza di mandato e non ha fatto in tempo a deliberare l’operazione. Tutti questi fattori ci hanno fatto decidere di procedere, intanto, in questo modo anche per evitare contrasti, sebbene la Provincia e la Camera di Commercio, soci di maggioranza, hanno già dichiarato la loro disponibilità e potrebbero votare per l’adesione del Consorzio. Ma noi vogliamo che il Consorzio ci sia con la volontà di tutti». E se in Consorzio non aderisse? «Stiamo valutando altre vie nel Trentino». Sui tempi per la riapertura degli impianti, Castellani precisa che «siamo in grado di operare, i lavori di ristrutturazione non dovrebbero durare più di un mese e poichè la società è una srl e, pur essendo di proprietà pubblica, è in grado di operare in modo misto, per essere più snella. Lavorando con impegno potremmo farcela per fine estate».

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