martedì, Aprile 23, 2024
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La domanda inoltrata al presidente Ifds Joergensen. L’obiettivo è la costituzione di una classe per non vedenti

Progetto «Homerus» ha un sogno olimpico

Homerus Project», il sodalizio guidato da Alessandro Gaoso (ex campione del mondo di vela), Giulio Comboni ed altri volontari punta a Pechino 2008. Sarebbe un grande risultato sia per i gardesani che si battono per mettere i ciechi nelle condizioni di praticare lo sport velico ma soprattutto per gli atleti non vedenti che andrebbero in questo modo a confermare l’interesse sollevato nelle due precedenti occasioni: a Sidney nel 2000 e in Grecia lo scorso anno. Per Homerus e le altre imbarcazioni con a bordo non vedenti si tratterebbe soprattutto di un’azione dimostrativa e di sensibilizzazione, in attesa, ha più volte detto Gaoso, che nello sport della vela venga istituita una classe «ad hoc» per i ciechi, così come ne esistono molte altre. Ma, al di là delle dichiarazioni di circostanza, non sempre la disponibilità concreta risulta scontata. Questo è il motivo per cui Gaoso insiste, come ha fatto di recente attraverso uno scambio di corrispondenza con Serge Joergensen, presidente Ifds, la Fondazione internazionale vela per disabili. Pensando a Pechino 2008, Gaoso scrive: «Come abbiamo già segnalato in altre occasioni, abbiamo avuto modo di partecipare a Sidney durante le Paralimpiadi del 2000, sia al Congresso sia all’organizzazione di una dimostrazione del metodo Homerus. Nel 2004, sia pure in modo non ufficializzato, abbiamo partecipato alle Paralimpiadi, con un convegno a Salonicco ed una dimostrazione velica. Ora vorremmo fare delle dimostrazioni ufficiali in Cina nel 2008 e tutti i ciechi del mondo sperano che ciò sarà possibile». La risposta di Joergensen non si è fatta attendere. Evidenzia oggettive difficoltà ma assicura che sarà fatto tutto per aprire qualche spiraglio: «Vi ringrazio per il vostro interesse ad un evento dimostrativo per le Paralimpiadi del 2008 di Pechino. Come saprete però, tali eventi dimostrativi non sono più permessi ai Giochi. Insisterò con il Comitato Internazionale Paralimpco di Bonn per vedere se ci siano delle altre possibilità. Vorrei anche esprimere le mie congratulazioni per la vostra manifestazione del scorso maggio: sfortunatamente non ho potuto presenziare, ma ho seguito con attenzione gli eventi ed i risultati. Ne ho parlato a lungo con la Bsi (Vela internazionale non vedenti) e mi piacerebbe collaborare per aumentare la portata e le finalità dell’evento, in maniera di organizzare un campionato mondiale in futuro. Vi terrò al corrente sulle possibilità di organizzare un evento a Pechino». Negli anni più recenti, la sensibilità generale verso gli sportivi diversamente abili che praticano la vela è in crescendo, grazie anche – spiega Gaoso – all’intervento dell’ISAF (che si interessa della vela per normodotati) che alcuni anni orsono ha conferito autorità e la responsabilità all’Ifds (vela per tutti i disabili). L’Ipc, invece, rappresenta una delle organizzazioni sportive più grandi nel mondo e accoglie la maggioranza degli atleti con disabilità: ha portato lo sport ad un nuovo e più alto livello, fornendo opportunità. Comprende più di 160 Comitati nazionali paralimpici e cinque organizzazioni internazionali di sport per disabili.

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