martedì, Gennaio 13, 2026
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Sala del Provveditore gremitissima l’altra sera a Salò in occasione della presentazione della pubblicazione, o meglio della ristampa del volume di Bongianni Gratarolo “Storia della Riviera di Salò”

Ristampata la “Storia della Riviera” del Garttarolo

Presentazione e evento a Salò

Sala del Provveditore gremitissima l’altra sera a Salò in occasione della presentazione della pubblicazione, o meglio della ristampa del volume di Bongianni Gratarolo “Storia della Riviera di Salò”.

Nella stessa pubblicazione, edita dall’ateneo di Salò in collaborazione con “Il Sommolago”, è stato pubblicato per la prima volta il manoscritto di Rodomonte Domenicetti “descrizione della Riviera di Salò”.

Documenti e autorevoli interventi

Documenti particolarmente importanti questi raccolti e ristampati in un unico volume in quanto ci “raccontano, con scrupolosa dovizia, la storia e lo stato delle cose di quel periodo: 1599”.

A presentare questa pubblicazione, oltre al presidente dell’Ateneo salmodiano, Vittorio Pirlo, vi erano l’on. Mario Pedini e Mario Arduino.

Analisi storica e commenti degli studiosi

Mario Arduino, con grande competenza di studioso, come pochi ve ne sono, purtroppo, sul lago di Garda, ha tracciato la storia personale dei due autori, vissuti cinquecento anni orsono, e le loro due opere.

Ma soprattutto sono stati elogiati i curatori di questo volume, Piercarlo Bellotti, Gianfranco Ligasacchi e Giuseppe Sbarazzini, che hanno saputo rendere leggibile, e quindi alla portata di tutti, due testi che nella loro originale scrittura diventavano di assai difficile comprensione, se non ad un pubblico ristrettissimo di studiosi.

Così, con note e contronote, finalmente la storia del passato del Benàco (con l’accentuazione sulla “a”, come ha puntigliosamente ricordato Mario Arduino) è divenuta, anzi lo sarà nel prossimo futuro, di facile interpretazione.

Ricordi e riflessioni di Mario Pedini

“Quando ero ministro ai Beni culturali,” ricordò l’on. Mario Pedini, “incentivai il volontariato culturale giovanile. Ora, vedendo quanto fatto da questi curatori, se fossi ancora ministro certamente sosterrei la creazione di un volontariato senile, ovvero fatto da persone capaci, grazie alla loro esperienza, di ritrarre all’attualità scritti e documenti del passato”.

Un passato che, è stato più volte ricordato, riguarda la nostra storia, la storia dei nostri avi.

Importanza dei testi storici e note sulla pubblicazione

Ecco quindi che ora libri storici e di notevole importanza riescono, grazie all’impegno di studiosi locali, a diventare testi di lettura assai piacevole.

“Un’opera (quella del Grattarolo) che due secoli più tardi” (dalla sua prima pubblicazione del 1599) “il Brunati definiva più una statistica che una storia della Riviera, anche se godibile ‘per quel tanto che ha di patrie notizie, per la sua varietà, per la schiettezza delle sue narrazioni, per lo stile sufficientemente puro’”.

Dediche e dettagli del manoscritto Domenicetti

Lo stesso Grattarolo – scrivono nella presentazione Vittorio Pirlo e Selenio Joppi, presidente di Il Sommolago – nella sua dedica al Provveditore Giustinian affermava del resto di aver impiegato le sue forze non tanto per fini di erudizione, bensì per dare “cognizione di questa bella parte del Mondo a coloro che non lo veggono; ma ancora, perché quelli che la veggono trovino qui ragionate le sue forme e le sue attiene”.

Per quanto riguarda il testo del Domenicetti, occorre senz’altro leggerlo con cura anche perché di esso finora solo pochissimi hanno potuto e saputo prenderne conoscenza.

Bastino alcune righe iniziali per avvicinarsi alla nostra storia. “Produce la Riviera tutto ‘l vino e tutto l’oglio che le fa bisogno per due anni, ma non produce grano per quattro mesi dell’anno” – eravamo verso la fine del 1500!

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