Via libera alle licenze edilizie, e quindi ai piani di lottizzazione, agli ampliamenti della zona artigianale, alla realizzazione dei centri commerciali. È finito il tormentone causato dalla bocciatura da parte della Corte Costituzionale del principio del silenzio-assenso applicato, come si ricorderà, dalla passata giunta leghista al piano regolatore di Lonato.
Pareri legali e decisioni amministrative
Nei giorni scorsi, come rileva il sindaco Morando Perini, l’amministrazione comunale ha acquisito alcuni autorevoli pareri legali sulla materia. Pareri che sono stati tutti favorevoli rispetto al quesito che era stato sollevato all’indomani della sentenza della Suprema Corte: il piano regolatore era vigente o no? E ancora, le licenze edilizie rilasciate a suo tempo, nonché quelle in predicato di esserlo, potevano essere considerate legittime?
Un paio di domande, insomma, che sono rimaste sospese per un mese lasciando una scia di perplessità e di preoccupazioni tra i privati cittadini, gli artigiani e i costruttori. Perché, nel frattempo, l’amministrazione aveva giustamente «congelato» tutte le licenze in sospeso e bloccato l’attività consultiva della commissione edilizia. Questo per evitare che potessero insorgere altri guai.
Riapertura delle pratiche e atti amministrativi
Invece, come si diceva, i legali del Comune hanno risposto affermativamente: la sentenza della Corte Costituzionale non ha prodotto quegli effetti devastanti che si ipotizzavano all’indomani della notizia giunta da Roma. E da ieri, ricorda ancora Morando Perini, il Comune ha cominciato a rilasciare le concessioni edilizie, mentre l’attività della commissione riprenderà tra pochi giorni.
Il centro commerciale dei Campagnoli, tanto discusso, potrà quindi riprendere il suo iter, così come gli ampliamenti di alcune aziende artigiane ai Molini. La vicenda risale a ben 7 anni fa.
La storia del piano urbanistico
Nell’ottobre del 1994, infatti, il consiglio comunale a maggioranza leghista approvava il nuovo strumento urbanistico. Il successivo dicembre il piano veniva depositato in regione per la sua approvazione. Il sindaco Manlio Mantovani, con una decisione senza precedenti in Italia, faceva applicare il principio del silenzio-assenso sull’approvazione, essendo trascorsi infruttuosamente oltre 180 giorni.
Il piano veniva pubblicato sul bollettino della Regione il 23 agosto 1995, unica cittadina in Italia ad avere compiuto questa scelta. La questione, a questo punto, s’infilava sul binario del contenzioso giuridico.


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