Il riconoscimento e i benefici per Caprino
La pianta del Platano monumento nazionale fa diventare Caprino città d’arte. La denominazione è stata concessa in questi giorni al Comune dalla Provincia, dopo che il Comune aveva presentato regolare domanda alcuni mesi fa.
Nel territorio di Caprino si trovano ville d’epoca vincolate, centri storici catalogati e, in più, la pianta del Platano dei cento bersaglieri e il museo archeologico, riconosciuti come monumenti nazionali e regionali.
E sulla base di questi parametri il Comune ha formulato la propria richiesta, che è stata accolta dalla Provincia. Un riconoscimento tanto più gradito perché è stato dato ad altri tre Comuni della Provincia, Verona, Valeggio e Peschiera, ma che potrà avere anche un valore economico.
Implicazioni pratiche e richieste future
La denominazione, infatti, consente la deroga all’apertura domenicale per i negozi del Comune che l’hanno ottenuta. «Ci è stata assegnata però limitatamente al centro storico e all’abitato di Gaon», spiega il sindaco Maria Teresa Girardi.
«Una cosa un po’ illogica visto che il nostro polo turistico fondamentale si trova a Spiazzi. Ma la normativa regionale a volte è di difficile interpretazione».
Il sindaco comunque non demorde e intende darsi da fare per ottenere l’ampliamento di quella che chiama una «territorializzazione».
Le linee di intervento e le proposte
Due sono le linee di intervento progettate. Una è la richiesta che, stante la denominazione Città d’arte, la deroga festiva venga estesa a tutto il territorio comunale e includa quindi anche i negozi che si trovano al di fuori del centro storico e in tutte le frazioni.
L’altra strada che Girardi vuole percorrere riguarda tutti i Comuni facenti parte della Comunità montana del Baldo. Secondo il sindaco, infatti, tutti e nove i comuni dovrebbero rientrare nella categoria dei comuni turistici perché facenti parte di un ente montano.
E questo, indipendentemente dal fatto che alcuni abbiano buona parte del loro territorio al di sotto dei 600 metri d’altezza previsti per legge.
La normativa e le proposte di estensione
«Si tratterebbe di un riconoscimento più ampio da ottenere per tutta la Comunità montana e da perseguire di concerto con gli altri comuni. Intendo farmi promotrice di questa iniziativa nel prossimo consiglio della Comunità», spiega.
«Ferrara e San Zeno l’hanno ottenuta d’ufficio. Ma che senso ha far parte di un ente definito montano se poi vengono applicate differenze ai singoli enti che lo compongono?».
La normativa regionale prevede che anche ai Comuni turistici, come alle Città d’arte, venga applicata la deroga all’apertura festiva.
«Tutto il territorio del nostro ente ha una valenza turistica e la Comunità montana stessa ha, tra le sue finalità, proprio quella di promuovere il turismo. Dobbiamo quindi batterci per arrivare a questo obiettivo.»


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