Questa sera alle ore 21, nel giardino della Casa-museo del Podestà di Lonato, la professoressa Costanza Lunardi terrà la conferenza sul tema «L’isola di Garda: un giardino nel Lago».Già nell’Ottocento era considerata una zona naturalistica di grande interesse per la ricchezza della flora. E si può affermare che nulla sia mutato in quasi due secoli. Il bosco mediterraneo, i giardini all’italiana, i fiori, il trionfo delle buganvillee, formano uno scenario di rara bellezza. I lasciti della storia sono invece più nelle memorie che non nei monumenti. Carlomanno, con diploma dell’879 fece dono dell’isola ai monaci di San Zeno di Verona. Federico Barbarossa nel 1180 la diede in feudo agli antenati di Biemino da Manerba il quale, secondo la tradizione, la regalò a San Francesco che vi avrebbe fondato il cenobio nel 1221; per questo fu nota anche come Isola dei frati. All’epoca i romitaggi francescani non erano ancora conventi, ma semplici luoghi di vita ascetica. Furono comunque i primi francescani a introdurre la coltivazione degli agrumi e di altre piante diventate tipiche di tutta la riviera. Nel 1224 Federico Barbarossa, dopo aver visitato il romitorio, lo prese sotto la sua protezione. Il nuovo palazzo di stile neogotico veneziano sorse invece dal 1900 al 1903 sulla dimora Lechi, voluto dal duca Gaetano De Ferrari di Genova e da sua moglie, l’arciduchessa Anna Maria Annenkoff.


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