giovedì, Aprile 25, 2024
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E’ tra le premiate al «Città di Brescia» La cerimonia è in programma martedì in Loggia

Storia di Maria Santa regina di generosità

Anche una donna di Lonato, Maria Santa Franzoglio vedova Delai, riceverà il premio «Città di Brescia – Laura Bianchini», giunto alla 14ª edizione. La cerimonia è in programma martedì alle 17 al salone Vanvitelliano di palazzo Loggia. Il riconoscimento è stato istituito nel 1990 dal «Gruppo promozione donna» e intitolato a Laura Bianchini, deputata bresciana del dopo guerra, splendida figura di donna e di politica, per la testimonianza cristiana e la ricchezza di un impegno aperto al futuro, viatico più che mai prezioso nella stagione attuale. Il comitato presieduto da Tina Leonzi assegna ogni anno targhe d’argento come riconoscimento a donne, bresciane di nascita o di adozione, ritenute meritevoli per l’impegno di vita coerente con valori umani e cristiani. Alla cerimonia di premiazione saranno presenti anche il Vescovo emerito di Brescia, monsignor Bruno Foresti, il vice sindaco di Brescia Giuseppe Onofri e la responsabile del gruppo promozione Doralice Vivetti. Davvero toccante la grande generosità che contraddistingue la vita di Maria Santa Franzoglio. Una storia che merita di essere raccontata. Nata a Lonato il 25 aprile 1956 da papà Enrico e mamma Anna Fontanella, è la prima di tre figli: gli altri due sono maschi. Il papà, morto due anni fa, era un dipendente delle Ferrovie dello Stato. Santa comincia a lavorare fin da giovanissima come operaia, pur continuando ad aiutare la madre nella conduzione della famiglia e nei lavori domestici. Conosce così un giovane, Giovanni Delai, che lavora nelle officine di un fabbro lonatese. Fra loro nasce un profondo legame affettivo che diventa presto amore, incoraggiato anche dalla comune passione per le escursioni in montagna, sperimentate, le prime volte, nei campi estivi organizzati dalla parrocchia. A soli 19 anni Santa si sposa con Giovanni. Accetta di vivere con i genitori del marito e ben presto rinuncia al proprio lavoro per dedicarsi con abnegazione alla necessità della famiglia. In particolare si prende cura della suocera inferma, costretta alla dialisi. L’arrivo delle piccola Erica porta altre serie preoccupazioni, ma la vita la colpisce duramente con la perdita improvvisa del marito Giovanni, scomparso a soli 44 anni, unico sostegno economico della famiglia. Con incredibile generosità e forza d’animo Maria Santa continua comunque a occuparsi dei suoceri ammalati e della mamma vedova, garantendo loro un assistenza amorevole e una dedizione encomiabile. Una vita dunque tribolata, quasi una missione. Oltre a Maria Santa Franzoglio Delai, riceveranno il premio «Citta di Brescia» Maria Andreina Cenini Rossini, Maria Teresa Valsecchi, Roberta Massetti Ramera e Luigina Cervieri Saramondi.

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