giovedì, Gennaio 29, 2026
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Dipendenti comunali e imprese appaltatrici sotto pressione: entro venerdì 22 agosto di deve chiudere il cantiere La zona è ancora sottosopra, ma in Comune sono convinti di farcela

Tra otto giorni lungolago da fotografare

E’ una lotta contro il tempo, quella ingaggiata dal Comune per mostrare ai ministri degli esteri una Riva da cartolina. Mancano appena sette giorni all’ultimatum entro il quale i lavori del lungolago dovranno essere conclusi. Chiunque oggi si trovi a passare da quelle parti non ci crederà, vedendo il ribaltone ancora in atto. E’ certo una scommessa per vincere la quale si è messa in movimento una legione formata da impiegati, tecnici e giardinieri e operai comunali e dalla manodopera di otto ditte.Tutti lavorano alacremente, avvolti nella canicola infernale, e non prestano attenzione a quanti con disappunto scuotono il capo di fronte a questo grande e intempestivo cantiere ferragostano che rende impraticabile buona parte del lungolago. Chissà i commenti dei numerosi bagnanti che l’altro giorno sono stati garbatamente invitati a rinunciare al posticino all’ombra che si erano conquistati a Punta Lido. Vi era stato da poco posato il tappeto d’erba a rotoli, che per attecchire non dev’essere calpestato per dieci giorni, spiega il geometra Fedrizzi dell’Ufficio tecnico. Inconvenienti inevitabili, per scongiurare di rimettere mano dove il lavoro è finito. Ci fosse il tempo…A mezzanotte di venerdì 22 agosto, ribadisce Fedrizzi, tutte le opere dovranno essere completate. Quindi per essere convincente e di ritorno dall’ennesimo sopralluogo in cantiere, elenca le cose già fatte. A Punta Lido è tutto a posto, manca soltanto la nuova illuminazione a fari bassi. Fino al Du Lac sono stati collocati le nuove panchine di legno con telaio metallico (le migliori in commercio, assicura) e i cestini per i rifiuti (analoghi a quelli del centro storico), sostituiti i pali dell’illuminazione e posata l’erba a rotoli. E’ stato sparso il ghiaino naturale che sostituisce l’asfalto, mentre nei giardini all’italiana si sta posando il cosiddetto asfalto ecologico, che ha l’effetto estetico della ghiaia. Sull’altro lato è sparita la vecchia pavimentazione in porfido del molo della Fraglia. Qui tra una settimana sarà un trionfo di pietra Rosso Verona: lastre bocciardate a terra (il lavoro è a tre quarti) e stesso materiale per la balaustra, che è stata pulita e consolidata, e per le nuove panchine. Sta cambiando aspetto anche il sottomolo, che viene rifatto con plote di legno costosissime ma resistenti alle intemperie.Sono sotto pressione anche i giardinieri comunali. Tra Palacongressi e Fraglia sono a punto punto con la sistemazione del verde. Le aiuole dei giardini all’italiana, ora un po’ sguarniti, sono state ridisegnate e nei prossimi giorni saranno messe a dimora le piante ordinate ai vivai.Tutto questo, e altro ancora sfuggito alla rapida panoramica del funzionario comunale, in meno di 30 giorni e per la «modica» somma di 1 milione 400 mila euro.

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