venerdì, Gennaio 30, 2026
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Carne e latte di qualità Oltre 16 milioni di euro per sei mila aziende

Un progetto di ricerca sulla tracciabilità

«Nel 2004 abbiamo destinato 16 milioni e 600 mila euro per certificare i livelli qualitativi e produttivi di bovini, caprini, ovini e suini, per un totale complessivo di circa 6.000 aziende che raggruppano complessivamente quasi 600.000 animali. La nostra regione è al primo posto in Italia per numero di capi controllati e per investimenti in questo tipo di attività». Viviana Beccalossi, vicepresidente e assessore all’agricoltura della Regione Lombardia, si esprime così al seminario del Servizio Assistenza Tecnica Allevamenti sulla «Gestione globale dell’allevamento della vacca da latte» svoltosi ieri a Padenghe. Dal 1995, quando è nato il S.a.t.a., i successi di questo servizio sono sotto gli occhi di tutti come dimostra il crescente numero di aziende che utilizzano questo servizio. Una collaborazione trasversale in cui il servizio S.A.T.A. gioca un ruolo primario, facendo della rintracciabilità, della qualità e della sicurezza del latte, parole d’ordine recepite chiaramente dalle aziende lombarde che aderiscono volontariamente al servizio. «Il bilancio del 2004 in materia di certificazione e controlli degli standard produttivi è senza dubbio positivo – ha continuato Viviana Beccalossi – anche grazie alle opportunità messe a disposizione dal piano della ricerca regionale, che ha permesso al Sata di introdurre importanti innovazioni tecnologiche attraverso, ad esempio, il progetto Bimatec per la tracciabilità del latte e l’identificazione elettronica degli animali. La Regione Lombardia, proprio in tal senso, nel piano per la ricerca e lo sviluppo 2004/2006 ha messo a disposizione un contributo di 12 milioni di euro consentendo un investimento complessivo che supera i 20 milioni in progetti di ricerca (+ 16% rispetto al triennio precedente). Tutto ciò al fine di garantire uno sviluppo vero e coerente del nostro mondo agricolo, che gli consentisse di competere con un mercato nazionale e soprattutto internazionale, facendo leva anche su di un sistema di ricerca all’avanguardia, capace di supportare e valorizzare il grande potenziale della nostra regione».

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