Turismo lacustre e valorizzazione dell’entroterra. Il nuovo orizzonte è la valorizzazione dell’entroterra offrendo – a chi se la sentisse di sostenere uno sforzo finanziario non esagerato – l’opportunità di recuperare stanze e ampliare stabili da destinare alla ricettività turistica. È questo uno degli obiettivi che la Comunità Montana indica in uno dei Piani di settore collegati al Piano Territoriale di Coordinamento.
Proposte e obiettivi del progetto
«Potrebbe trattarsi di una possibilità di sviluppo rilevante per l’intera area montana altogardesana e per centinaia di piccoli proprietari di case sparse sul territorio». Queste le considerazioni di Battista Berardinelli, Assessore al Turismo in Comunità Montana Parco dell’Alto Garda e già sindaco di Tignale (ora più all’opposizione) da diversi anni.
L’idea sul tappeto ha un nome piuttosto conosciuto in alcune realtà nazionali, «Albergo diffuso». La proposta punterebbe sulle dimore private per uno sviluppo turistico capillare, trasformandole, almeno in parte, in affittacamere e offrendo la possibilità di ampliare l’offerta turistica in alcune zone, solitamente non centrali.
La proposta sarà quella di consentire interventi ed ampliamenti degli edifici, subordinandoli, però, all’esclusivo utilizzo turistico di alcune camere, comprese quelle che verranno costruite, con i relativi servizi. Non è certamente un’idea nuova in Alto Adige e nelle zone del centro Italia.
Situazione e sviluppo nel territorio
«Sul territorio altogardesano, specie nella zona montana – spiega Berardinelli – vi sono tantissime case sparse: Tremosine, Tignale, Montegargnano, Valvestino, Magasa, entroterra di Toscolano Maderno. Generalmente, in queste zone, i Piani Regolatori consentono solamente adeguamenti per la realizzazione di servizi igienici e sanitari.
Appena potremo avviare il Piano di Settore (cioè non prima di ottobre) relativo al Turismo, noi pensiamo di provvedere al censimento di tutti gli edifici che hanno queste caratteristiche. Non sarà un compito breve.
L’obiettivo? Vedere se esiste la possibilità e l’interesse dei proprietari verso una destinazione turistica almeno parziale degli edifici. Il Piano Territoriale di Coordinamento, elaborato da Luciano Lussignoli e depositato il 30 luglio, è lo strumento normativo in grado di dare il via a questo ambizioso progetto.
L’iter prevede ora la conferenza dei sindaci (ai quali verrà presentato il Piano) che si dovrebbe tenere nei primi giorni del mese prossimo per poi procedere verso l’approvazione definitiva. E a questo punto potrebbe scattare la proposta di «Albergo diffuso» di cui si diceva.
Infatti, il Piano Territoriale comprende alcuni Piani di settore, uno dei quali si riferisce al turismo. Sarà comunque necessario l’adeguamento degli strumenti urbanistici dei comuni per l’applicazione.
Rischi e potenzialità dell’iniziativa
Il rischio di cementificazione diffusa e incontrollata potrebbe essere dietro l’angolo? «Non dovrebbe accadere perché verranno attivate precise prescrizioni. Tutte le case sparse verranno censite e si considererà, per ciascuna, l’opportunità di ampliamento e se effettivamente ha la possibilità di essere trasformata in affittacamere o altra destinazione turistica.
Se osserviamo il turismo, è inutile nasconderci la difficoltà di trovare gente che investe miliardi nelle strutture mentre, in questo modo, potrebbero essere in tanti a intervenire, con cifre più abbordabili, sullo stabile di loro proprietà, destinandone, nel periodo estivo o per tutto l’anno, una parte all’attività turistica.»
Secondo i sostenitori dell’idea di Albergo diffuso, la potenzialità offerta è infinita, a fronte di un rischio ridotto di stravolgimento del territorio. I tempi saranno, prevedibilmente, lunghi ma, in futuro, potrebbero anche nascere cooperative di proprietari che si consorziano, nell’intento di offrire al turista un elevato numero di stanze in località diverse dell’Alto Garda.
Accanto all’ipotesi Albergo diffuso compare un’altra proposta, riferita al recupero di altri caratteristici fienili nell’alta Valvestino, nella zona di Rest. Anche in questo caso, lo sforzo della Comunità Montana andrà nella direzione del turismo rurale, finalizzando lo sforzo all’ampliamento dell’offerta di posti letto. Il progetto del recupero dei fienili seguirebbe una strada diversa da quella di Albergo diffuso ed il tentativo sarà quello di farlo rientrare in un progetto Life – Ambiente nel piano 2000-2006.


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