Sulla carta è un tratto di penna che collega Asola, Castel Goffredo, Carpenedolo, Castiglione e Lonato, con un baffo verso Montichiari. Sulla strada ferrata, sono 40 chilometri di ferrovia per le merci, che dovrebbero risolvere gli ingorghi dei camion sull’autostrada. Per ora è un progetto, ma ha già ottenuto un buon risultato: l’accordo, sancito nero su bianco in un protocollo d’intesa, dei sei comuni coinvolti, metà mantovani e metà bresciani. Apre la cartina e sorride, Enzo Fozzato, il sindaco di Ceresara coordinatore del progetto. «I soldi? Li troviamo». Costerà, secondo un primo studio di fattibilità, dagli 80 ai 100 miliardi, che, secondo calcoli e speranze, dovrebbero essere scuciti dalla Comunità Europea, dalla Regione, dalle Ferrovie, con aperture ai privati.
Il progetto e i costi
Un progetto, che per i sei sindaci, è già un vero cantiere in costruzione, con uno studio di traffico che prevede un passaggio dai 15 ai 20mila vagoni: «Lo comunicheremo a Palazzo di Bagno come una variazione al piano territoriale provinciale, e faremo un incontro anche a Brescia, ma di grossi ostacoli non ce ne sono». Che tradotto vuol dire che se i soldi ci sono, già il più grosso dei problemi è risolto.
Impegno e tempi di realizzazione
Il progetto è già stato deliberato nelle sei Giunte, spiega Fozzato, con l’impegno formale dei primi cittadini a metterci del loro per promuovere tutte le iniziative necessarie alla realizzazione nei tempi dovuti del collegamento ferroviario. Per fare delle cifre, circa 4 anni, secondo l’esempio della linea Portogruaro Treviso. Le fondamenta del progetto sono fatte della fiducia in una realtà di produttività e commercio, quella dell’Alto Mantovano, tra le più concentrate e d’avanguardia in Italia, con «migliaia di floride aziende che portano occupazione e lustro ai loro territori» dice orgoglioso Fozzato, che ha pensato a loro anche disegnando dei depositi di stoccaggio merci negli scali.
Considerazioni europee e prospettive future
Un progetto ben ancorato al territorio, ma i cui binari vanno dritti verso l’Europa, dove la comunità, dice ancora il sindaco di Ceresara, «incoraggia il trasporto attraverso la ferrovia ed ha in alcune nazioni, da decenni, gli esempi di una ricca economia di scambio che si svolge in gran parte su strada ferrata». Una lezione da prendere a modello anche per le nostre amministrazioni, suggerisce Fozzato, che hanno già avuto richieste dalle aziende.


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