Un verbale «fantasma» ed una convenzione rimasta a metà bloccano da tempo la realizzazione del depuratore dell’alto Garda. L’impianto, della potenzialità di 18.000 abitanti equivalenti, verrà collocato in un tratto di galleria da tempo dismessa dell’ex strada Gardesana. Ma per partire serve il trasferimento al Comune dell’ex statale previsto da una convenzione mai firmata dall’Anas. Nel frattempo i fondi: 5 miliardi in tutto stanziati dal piano triennale dell’ambiente 5 anni fa sono rimasti inutilizzati. Per chiudere la vicenda e dare il via alla realizzazione in territorio del Comune di Tremosine l’Azienda speciale Garda Uno è intenzionata a procedere anche all’occupazione d’urgenza dell’area. Gli effetti positivi degli investimenti effettuati per la tutela ecologica del lago di Garda si fanno decisamente sentire sulla riviera bresciana del lago. Nelle ultime stagioni infatti i divieti di balneazione si sono drasticamente ridotti con risvolti favorevoli per l’immagine turistica del lago. L’impianto di collettazione con tubazioni della lunghezza di 220 chilometri raccoglie gli scarichi di 27 comuni, 15 nel Bresciano e 12 nel Veronese. Il depuratore di Peschiera provvede ai trattamenti attraverso 5 linee per i liquami per una potenzialità di 330.000 abitanti equivalenti e 2 per i fanghi. L’azienda «Garda uno» che gestisce il depuratore e l’impianto bresciano ha in cantiere nuovi investimenti per ampliare ulteriormente la potenzialità del depuratore stesso. Sul tappeto c’è da anni anche il completamento del progetto che riguarda l’alto Garda e specificatamente i comuni di Tremosine e Limone. Qui è stato previsto il ricorso ad un piccolo depuratore autonomo che occuperà una superficie di circa 10.000 metri quadrati. E poiché le aree in questa zona sono poche ecco l’idea di ricorrere all’utilizzo di un tratto dell’ex statale gardesana non più utilizzata. Il tratto individuato è quello situato in comune di Tremosine, dalla galleria fino alla centralina Enel, cioè fra il chilometro 97 e 97,780. L’area è stata valutata e giudicata adatta alle esigenze; l’intervento non ha impatto ambientale essendo collocato in galleria. Così venne avviata la procedura di trasferimento di quei 780 metri di strada non più utilizzata dall’Anas al Comune di Tremosine. «In base al codice della strada – spiega il sindaco di Tremosine Ardigò è stato predisposto un accordo di dismissione che ho firmato. Ma non ho mai ricevuto comunicazione di accettazione nè il documento firmato dall’Anas. «Mancherebbe la firma dell’Anas di Milano – conferma l’ing. Giampietro Avanzi dell’Azienda consorzio Garda Uno. Nonostante le ricerche non sappiamo che fine abbia fatto la documentazione. Di certo c’è che l’Anas di Roma alla fine di novembre del 1999 aveva esaminato il verbale di «dismissione» ritenendolo approvabile. Poi s’è persa traccia. Nel frattempo però l’azienda ha provveduto a realizzare i collettori a nord e sud che serviranno Tremosine e Limone. I lavori sono a buon punto e per concluderli manca solo un terzo. Si pone dunque la necessità di dare il via all’appalto concorso del depuratore, della potenzialità di 18.000 abitanti equivalenti, previsto in galleria. Due sono i lotti funzionali: uno da 5 miliardi da realizzare con i fondi già disponibili da anni ed un secondo da 2 miliardi, in fase di finanziamento da parte regionale (manca solo il decreto). «Non possiamo più attendere-dichiara Guido Maruelli, presidente dell’Azienda speciale consorzio Garda uno che riunisce i comuni rivieraschi bresciani. Non vogliamo certo perdere il primo finanziamento che è disponibile da anni. Abbiamo atteso a lungo, ed ora che è in arrivo il secondo finanziamento da 2 miliardi che consente di completare l’impianto, intendiamo procedere. Se non si riuscirà a chiudere la pratica di dismissione con il trasferimento al Comune di Tremosine del tratto di galleria inutilizzato da anni, sono deciso a procedere con l’occupazione d’urgenza. Quanto al depuratore seguiremo la procedura dell’appalto concorso.


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