L’Amarone Bosan 2000 emerge come il più votato alla verticale organizzata dalla Gerardo Cesari a Roma. In degustazione le annate 1997, 1998, 2000 e 2001

Amarone: quattro annate per una capitale

07/05/2009 in Enogastronomia
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Di Luca Delpozzo

Quat­tro annate top con un comune denom­i­na­tore: l’equilibrio tra strut­tura e cor­posità, mor­bidez­za e fres­chez­za. Questo è quan­to emer­so dal­la ver­ti­cale orga­niz­za­ta per la pri­ma pre­sen­tazione romana del­la Ger­ar­do Cesari, azien­da di Cavaion Veronese. Mart­edì 28 aprile, pres­so l’Ho­tel Aldrovan­di di Vil­la Borgh­ese a Roma, si è svol­ta infat­ti una degus­tazione ded­i­ca­ta alla stam­pa spe­cial­iz­za­ta. Nei cali­ci le annate 1997, 1998, 2000 e 2001 del­la lin­ea più rap­p­re­sen­ta­ti­va del­la can­ti­na, l’A­marone Bosan, cru che nasce dai vigneti di Cor­rub­bio, in Valpo­li­cel­la, da uve Corv­ina (80%) e Rondinel­la (20%).Il Bosan è nato già “grande”: dal­la pri­ma (1997) all’ultima in com­mer­cio ( 2001) ha infat­ti ottenu­to impor­tan­ti riconosci­men­ti. Il 2001 è sta­to pre­mi­a­to nel 2008 con la Gran medaglia d’oro del Con­cor­so eno­logi­co e con l’oro al Chal­lenge Inter­na­tion­al du Vin di Bourg. La degus­tazione si è svol­ta in modo orig­i­nale per­ché l’enologo Lui­gi Biem­mi ha deciso di non descri­vere il vini dal pun­to di vista organolet­ti­co ma di las­cia­re spazio alle opin­ioni dei pre­sen­ti. Questi han­no riscon­tra­to un comune denom­i­na­tore in tutte le annate: l’equilibrio tra strut­tura, cor­posità, mor­bidez­za e fres­chez­za, data dal­la buona acid­ità. In par­ti­co­lare, alla fine del tast­ing è sta­to “vota­to” l’Amarone più inter­es­sante sec­on­do i pre­sen­ti: l’annata 2000. Ecco la moti­vazione: “è un che ha rag­giun­to il suo cul­mine evo­lu­ti­vo; al naso si pre­sen­ta ampio e ver­ti­cale, in boc­ca ha strut­tura, con un gus­to pieno e roton­do, in una per­fet­ta fusione del pro­fu­mo con la pienez­za del pala­to. Rap­p­re­sen­ta al meglio la denominazione”.Pur con le dif­fer­en­ti carat­ter­is­tiche tra le annate, dotate di note di frut­to più mar­cate in quelle più gio­vani, più com­p­lesse nelle meno recen­ti, con nota tosta­ta, di cacao e fiori di garo­fano e min­er­ali, il Bosan è un Amarone che sa fare tesoro del­la tradizione pro­dut­ti­va e inter­pre­tar­la in chi­ave mod­er­na. Esso rispec­chia la per­son­al­ità del­la Ger­ar­do Cesari, azien­da stor­i­ca nata nel 1936 ma in con­tin­ua evoluzione, lega­ta a filo doppio con la sto­ria e il suc­ces­so dell’Amarone.“La Ger­ar­do Cesari ha inizia­to a credere nell’Amarone quan­do in Italia era un vino poco con­sid­er­a­to.” Affer­ma il Pres­i­dente Fran­co Cesari. “Nel 1975 abbi­amo esporta­to la pri­ma cas­sa negli Sta­ti Uni­ti, con un ordine di 100 bot­tiglie a New York e 200 a San Fran­cis­co. Era­no i pri­mi anni in cui questo vino si avven­tu­ra­va nei mer­cati esteri e la conoscen­za era molto lim­i­ta­ta, basti pen­sare che, al riordi­no, i nos­tri cli­en­ti ci dis­sero – Ora vor­rem­mo assag­gia­re anche la tipolo­gia Amarone bian­co! — Potete facil­mente capire il mio stu­pore. Da quei tem­pi le cose sono cam­bi­ate molto e oggi è divenu­to un prodot­to di suc­ces­so, una delle denom­i­nazioni sim­bo­lo d’Italia. Il nos­tro obi­et­ti­vo è da sem­pre la qual­ità: non è un caso se abbi­amo scel­to di non pro­durre l’annata 1999 e la 2002, nonos­tante sia sta­to un grosso sac­ri­fi­cio economico.”La ser­a­ta è pros­e­gui­ta con la cena al Baby, cura­ta dal padrone di casa, lo chef Alfon­so Iac­cari­no, che ha pre­sen­ta­to per­sonal­mente il menu e gli orig­i­nali abbina­men­ti con i vini Cesari ideati apposi­ta­mente per l’occasione. L’aper­i­ti­vo si è aper­to con il Lugana Cen­to Filari 2008, inter­pre­tazione del Lugana come vino impor­tante, strut­tura­to, roton­do, longe­vo, che mantiene comunque la sua fres­chez­za e piacev­olez­za, men­tre a tavola sono segui­ti Chardon­nay Miti­co 2006, Ripas­so Bosan 2006, Amarone Il Bosco 2003 ed il Recioto del­la Valpo­li­cel­la 2006. Un panora­ma di sapori e pro­fu­mi che han­no offer­to al naso e al pala­to dei com­men­sali una vera espe­rien­za del gus­to.

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