Progetto avviato presso al pediatria dell'ospedale di Manerbio

Azienda Ospedaliera Desenzano.
Dolore neonato: misurarlo per ridurlo

22/10/2008 in Sanità
A Affi
Di Luca Delpozzo

E’ sta­to avvi­a­to pres­so l’Unità Oper­a­ti­va di Pedi­a­tria dell’Ospedale di Maner­bio — diret­ta dal Dr. Mario Colom­bo — un prog­et­to inno­v­a­ti­vo di mis­urazione del dolore nel neona­to per tentare, di con­seguen­za, di ridurlo.Il prog­et­to è par­ti­to dal con­cet­to di dolore, quale espe­rien­za umana, sen­si­ti­va ed emo­ti­va, spi­acev­ole e poten­zial­mente dan­nosa che viene vis­su­ta anche dal neona­to, già nei pri­mi momen­ti di vita. Il neona­to avverte il pri­mo dolore del­la sua vita nel momen­to dell’inevitabile pre­lie­vo di sangue, effet­tua­to tramite pun­tu­ra del tal­lone, nec­es­sario per l’esecuzione degli screen­ing neona­tali, effet­tuati pres­so il Nido.Il prog­et­to si è svilup­pa­to in un arco tem­po­rale piut­tosto lun­go. In una pri­ma fase sono sta­ti osser­vati i bam­bi­ni al momen­to del­la pun­tu­ra e sono state anno­tate, da parte di per­son­ale infer­mieris­ti­co apposi­ta­mente adde­stra­to, varie reazioni quali le espres­sioni del volto, le carat­ter­is­tiche del pianto, le modal­ità del respiro, l’atteggiamento moto­rio e lo sta­to com­por­ta­men­tale glob­ale che, nell’insieme, tra­ducono il liv­el­lo di dis­a­gio vis­su­to in quel momen­to. Tali reazioni sono state anno­tate in schede che han­no per­me­s­so di mis­urare il dolore tramite una scala di mis­urazione riconosci­u­ta dal­la let­ter­atu­ra sci­en­tifi­ca. Tale scala denom­i­na­ta NIPS (Neona­tal Infant Pain Scale) offre buone carat­ter­is­tiche di affid­abil­ità, valid­ità, sen­si­bil­ità e speci­ficità con ele­va­ta fat­tibil­ità nell’applicazione clin­i­ca anche in cor­so di pro­ce­dure mediche non cor­re­late ad inter­ven­ti chirur­gi­ci. In tre mesi sono state com­pi­late 136 schede cor­rispon­den­ti ad altret­tan­ti neonati nati a ter­mine e sani, che han­no per­me­s­so di definire lo stan­dard interno.La ricezione degli sti­moli dolorosi, e quin­di spi­acevoli nel neona­to, può però essere inibi­ta da altri impul­si evo­cati da percezioni piacevoli quali sol­lecitazioni tat­tili, ter­miche visive, udi­tive e gus­ta­tive alle quali era abit­u­a­to durante la gestazione.Con questo pre­sup­pos­to, nel­la fase suc­ces­si­va del prog­et­to, la com­pi­lazione del­la sche­da di ril­e­vazione del dolore, è avvenu­ta asso­cian­do, al momen­to del­la pun­tu­ra, delle tec­niche di “sat­u­razione sen­so­ri­ale nat­u­rale” per bam­bi­ni allat­tati al seno del­la madre (quali ambi­ente tran­quil­lo, luci sof­fuse asso­ciate all’allattamento al seno mater­no) o “arti­fi­ciale” per bam­bi­ni non allat­tati al seno (quali ambi­ente tran­quil­lo, luci sof­fuse, fas­ci­a­toio riscalda­to, soluzione glu­cosa­ta, avvol­gi­men­to in un pan­no, voce cal­ma, car­il­lon, toc­co del pal­mo del­la mano).Nella sec­on­da fase sono stare rac­colte 236 schede, delle quali 220 com­pi­late durante una sat­u­razione sen­so­ri­ale nat­u­rale e 16 nel cor­so del­la modal­ità artificiale.Per apprez­zare i risul­tati si pre­cisa che la scala del dolore uti­liz­za­ta (NIPS) per­me­tte di mis­urare un liv­el­lo di sof­feren­za da 0 (nes­suna percezione di dolore) a 7 (dolore molto inten­so), dove un val­ore uguale o supe­ri­ore a 4 indi­ca la pre­sen­za di sof­feren­ze ril­e­van­ti: nel­la pri­ma fase del prog­et­to (pun­tu­ra sen­za nes­sun inter­ven­to asso­ci­a­to) il val­ore medio ottenu­to dalle 136 schede è risul­ta­to 4,5 (il neona­to sof­fre in modo evi­dente); nel­la sec­on­da fase (pun­tu­ra con sat­u­razione sen­so­ri­ale) il val­ore medio delle 220 schede rac­colte con sat­u­razione nat­u­rale è risul­ta­to 0,5 (il neona­to non per­cepisce alcun dolore), quel­lo delle 16 con sat­u­razione arti­fi­ciale 3,1 (sot­to la soglia di sofferenza).La con­clu­sione di questo lun­go e com­p­lesso per­cor­so si sin­te­tiz­za nel­la sod­dis­fazione degli ideatori del­lo stes­so e di tut­to il per­son­ale san­i­tario che vi ha parte­ci­pa­to per i risul­tati rag­giun­ti che han­no per­me­s­so di effet­tuare un pas­so in avan­ti nel­la capac­ità di conoscere e con­seguente­mente riconoscere e ridurre le reazioni che il neona­to atti­va in segui­to ad uno sta­to di sofferenza.“Il coin­vol­gi­men­to diret­to del per­son­ale infer­mieris­ti­co e medico nel proces­so di misura di un fenom­e­no, in questo caso spi­acev­ole per il neona­to quale il dolore provo­ca­to nel cor­so del­la pun­tu­ra al tal­lone, — dichiara il Dr. Mario Colom­bo — ha prodot­to una forte con­vinzione e, con­seguente­mente, una sen­ti­ta moti­vazione da parte di tut­ti nel portare avan­ti ques­ta pos­i­ti­va espe­rien­za su ogni nos­tro neona­to e, per il futuro, nell’estenderla anche alle altre fasce di età pedi­atri­ca con modal­ità diverse ed adat­te ad ogni sin­go­lo caso”.