Tritolo ko con acido nitrico e vapore

Come si disnnesca una bomba

Di Luca Delpozzo
w.g.

Il disin­nesco di un resid­u­a­to bel­li­co, nel caso pre­so in esem­pio di una bom­ba d’aereo del­la sec­on­da guer­ra mon­di­ale, si effet­tua per «via idrochim­i­ca». La coraz­za viene per­fo­ra­ta con una soluzione di acqua e aci­do nitri­co all’altezza del­la cam­era che con­tiene l’esplosivo. Nel buco viene «spara­to» del vapore a 86° gra­di di tem­per­atu­ra che scioglie il tri­to­lo e lo fa defluire all’esterno. I mil­i­tari piaz­zano poi delle micro­cariche per far saltare le spo­lette il cui com­pi­to è quel­lo di far defla­grare l’ordigno. Il tri­to­lo viene invece bru­ci­a­to. Le spo­lette pos­sono essere una o due; fino a tre nei resid­uati bel­li­ci dell’esercito tedesco, i più dif­fi­cili da trattare per­chè i tedeschi han­no lesina­to infor­mazioni sulle carat­ter­is­tiche del pro­prio munizion­a­men­to. Tra le oper­azioni più impeg­na­tive degli ulti­mi anni con­dotte dal Genio rien­tra la bonifi­ca di un trat­to di fiume Brenta a Vigo­darzere (Pado­va). In fon­do al fiume sono state indi­vid­u­ate una dozzi­na di bombe che per le carat­ter­is­tiche non pote­vano essere mosse. Si è fat­to allo­ra ricor­so ad un par­ti­co­lare espe­di­ente per lim­itare i dan­ni al fiume e all’ambiente cir­costante. Nell’acqua a monte e a valle delle bombe sono sta­ti calati dei cavi con dei fori dai quali è sta­ta fat­ta uscire aria com­pres­sa che ha cre­ato una bar­ri­era di bol­licine. A quel pun­to sono state fat­te bril­lare le bombe e le bol­licine han­no con­tenu­to l’onda d’urto del bot­to. Sem­br­erà incred­i­bile, ma nel video per l’occasione gira­to dai mil­i­tari si vede bene il movi­men­to delle acque gen­er­a­to dall’esplosione che s’infrange sul­la bar­ri­era di bolle.