E' la ricetta suggerita dalla guida «Itinerari del gusto»

Elogio della carne salada

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Di Luca Delpozzo

La gui­da mono­grafi­ca «Itin­er­ari del gus­to» pub­bli­ca­ta alcu­ni anni fa dal­la è sta­ta aggior­na­ta e ristam­pa­ta. Rispet­to all’edi­zione prece­dente, rap­i­da­mente esauri­ta nonos­tante l’el­e­va­ta tiratu­ra, quel­la del 2000 si è arric­chi­ta in par­ti­co­lare di sei ricette del­la cuci­na garde­sana, uno per ogni itin­er­ario pro­pos­to, pen­sate e sug­gerite in modo da essere facil­mente sper­i­men­tate non soltan­to nei ris­toran­ti e nelle trat­to­rie delle riv­iere garde­sane del­l’en­troter­ra, ma anche nel­la cuci­na d chi ama cimen­ta­r­si con i for­nel­li. Aven­do cura, ovvi­a­mente, di attin­gere sul Gar­da i prodot­ti di qual­ità che la natu­ra e l’a­gri­coltura bena­cen­si offrono con gen­erosità. Per quan­to riguar­da l’Al­to Gar­da la scelta è cadu­ta sul­la ricetta più clas­si­ca tra quelle del­la tradizione gas­tro­nom­i­ca locale: carne sal­a­da e fasoi. Dove gus­tar­la? La gui­da del­la Comu­nità las­cia che sia il tur­ista a scegliere, per­chè non è una gui­da ai ris­toran­ti, ma ai ter­ri­tori con qualche anno­tazione tec­ni­ca sul­la qual­ità dei prodot­ti come i vini, l’o­lio extravergine d’o­li­va, il pesce, i tartu­fi e gli ind­i­rizzi di rifer­i­men­to dei con­sorzi e delle asso­ci­azioni di tutela.

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