Esperienze nell’ambito del progetto EULAKES

31/05/2013 in Convegni
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Di Luigi Del Pozzo

Importanti le tematiche affrontate nel corso del Workshop  organizzato dalla Comunità del Garda sul tema “Qualità e utilizzo sostenibile della risorsa acqua nel Lago di Garda e nei grandi laghi europei

Impor­tan­ti le tem­atiche affrontate ieri a Gar­done Riv­iera, nel­la sede del­la in occa­sione del work­shop inter­nazionale orga­niz­za­to, nell’ambito del prog­et­to Eulakes, dal­la Comu­nità del Gar­da e la Fon­dazione Edmund Mach di San Michele all’Adige.

Il prog­et­to, finanzi­a­to dall’Unione Euro­pea nell’ambito del pro­gram­ma Cen­tral Europe, è nato dal­la sin­er­gia fra ricer­ca­tori ed enti di ges­tione e di svilup­po ter­ri­to­ri­ale al fine di costru­ire una piattafor­ma inter­nazionale che coni­ughi conoscen­ze sci­en­ti­fiche, sul tema di qual­ità e quan­tità delle acque lacus­tri e la ges­tione ter­ri­to­ri­ale locale e ha come pro­tag­o­nisti 9 parten­ers di 4 laghi e nazioni diverse: il lago di Gar­da (I), il lago Bal­a­ton (H), il lago Neusiedl (A) e il lago Charzikowskie ℗.

Eulakes1

I gran­di laghi del­l’areale padano rap­p­re­sen­tano una delle risorse nat­u­rali ed eco­nomiche più impor­tan­ti a liv­el­lo ital­iano ed europeo. I prin­ci­pali stres­sori ambi­en­tali che con­trol­lano la qual­ità eco­log­i­ca delle acque di questi gran­di eco­sis­te­mi sono tut­to­ra cos­ti­tu­iti dagli appor­ti di nutri­en­ti algali e dai cam­bi­a­men­ti cli­mati­ci. D’altra parte, le ricerche a lun­go ter­mine han­no mes­so in evi­den­za un ruo­lo emer­gente svolto dal riscal­da­men­to cli­mati­co sia nei suoi effet­ti diret­ti sia come ele­men­to ampli­fi­ca­tore degli effet­ti causati dall’eutrofizzazione. Tra le nuove emer­gen­ze si pos­sono citare le prob­lem­atiche legate allo svilup­po dif­fu­so di nuove fior­i­t­ure di cianobat­teri tossi­ci, all’introduzione di nuove specie alloc­tone, alla pre­sen­za di microin­quinan­ti organi­ci e alla scar­sità di acqua. Questi impat­ti sono, sep­pur in diver­sa misura, comu­ni a molti altri gran­di sis­te­mi lacus­tri europei.

I cam­bi­a­men­ti osser­vati rap­p­re­sen­tano seg­nali di allarme che richiedono di essere affrontati con oppor­tune mis­ure di con­teni­men­to e mit­igazione. La sfi­da è sta­ta rac­col­ta a liv­el­lo europeo nel­l’am­bito del prog­et­to EULAKES (http://www.eulakes.eu/). Al prog­et­to, finanzi­a­to dall’Unione Euro­pea e capofi­la­to dal­la Comu­nità del Gar­da, parte­ci­pano diver­si enti gov­er­na­tivi, isti­tu­ti di ricer­ca e uni­ver­sità. I gran­di laghi inclusi nel­la col­lab­o­razione transnazionale com­pren­dono, oltre al Lago di Gar­da, i laghi Neusiedl (AT), Charzykowskie (PL) e Bal­a­ton (HU). Scopo prin­ci­pale è di pro­muo­vere un nuo­vo approc­cio inte­gra­to final­iz­za­to da una parte allo stu­dio delle prin­ci­pali vul­ner­a­bil­ità dei gran­di eco­sis­te­mi lacus­tri, e dal­l’al­tra al sup­por­to del­la gov­er­nance nel miglio­ra­men­to dei sis­te­mi di mon­i­tor­ag­gio e nel­l’in­di­vid­u­azione di scelte ges­tion­ali sosteni­bili.

Eulakes3Nel­l’am­bito del prog­et­to sono state def­i­nite sin­gole “azioni pilota” final­iz­zate allo stu­dio degli effet­ti causati da speci­fi­ci stres­sori ambi­en­tali gra­van­ti sui sin­goli baci­ni. Le azioni com­pren­dono ricerche sul­la dis­tribuzione e l’im­pat­to dei cianobat­teri tossi­ci (Gar­da), l’in­tro­duzione di specie esotiche (Bal­a­ton), lo stu­dio del­la vul­ner­a­bil­ità delle zone umide (Neusiedl) e l’im­pat­to di met­al­li pesan­ti e sostanze organiche tossiche (Charzykowskie). Lo scopo del work­shop è di pre­sentare una panoram­i­ca dei risul­tati ottenu­ti nel cor­so degli stu­di svolti nel­l’am­bito del prog­et­to EULAKES sui cianobat­teri tossi­ci del lago di Gar­da e sulle specie alloc­tone e inva­sive del Lago Bal­a­ton.

Nel lago di Gar­da, il recente aumen­to delle fior­i­t­ure algali dovute a cianobat­teri poten­zial­mente nocivi ha aumen­ta­to notevol­mente il gra­do di atten­zione delle strut­ture san­i­tarie e delle agen­zie region­ali di pro­tezione ambi­en­tale ver­so i com­posti tossi­ci prodot­ti da questo par­ti­co­lare grup­po fito­planc­ton­i­co. La pre­cisa conoscen­za del tipo e quan­tità di tos­sine pre­sen­ti nei cor­pi lacus­tri diviene per­tan­to pri­or­i­taria ai fini dell’utilizzo del­la risor­sa acqua. Par­ti­co­lare atten­zione è sta­ta riv­ol­ta allo svilup­po dei cianobat­teri a diverse scale spaziali e tem­po­rali (incluse le osser­vazioni pale­olim­no­logiche e satel­li­tari) e al con­tenu­to tossi­co delle specie dom­i­nan­ti. Sono sta­ti spec­i­fi­cata­mente pre­si in con­sid­er­azione i poten­ziali impat­ti sul­l’e­co­sis­tema lacus­tre e sul­l’u­ti­liz­zo delle acque per scopi di bal­neazione e pota­bili.

Nel­l’am­bito del prog­et­to EULAKES la pre­sen­za e lo svilup­po dei cianobat­teri sono sta­ti stu­diati nelle loro pos­si­bili impli­cazioni san­i­tarie attra­ver­so una col­lab­o­razione con l’Is­ti­tu­to Supe­ri­ore di San­ità (ISS). L’incontro ha dato dunque anche l’opportunità di val­utare i diver­si sis­te­mi di val­u­tazione e ges­tione del ris­chio da cianobat­teri nei gran­di laghi des­ti­nati a uso ricre­ati­vo e pota­bile. A questo riguar­do, le prob­lem­atiche legate all’i­den­ti­fi­cazione e alla natu­ra delle cian­oto­s­sine nelle acque dol­ci sono state affrontate, in aper­tu­ra del work­shop, dal Dr. Jus­si Mer­ilu­o­to e dal­la Dr.ssa Lisa Spoof, del­la Åbo Akade­mi Uni­ver­si­ty, Turku, Fin­land. Il tema è attual­mente ogget­to di un prog­et­to di col­lab­o­razione europeo COST, che vede impeg­nati oltre 25 pae­si europei.

Eulakes2Le crit­ic­ità dovute all’introduzione di specie acquatiche non native nei gran­di laghi sono state pre­sen­tate e dis­cusse attra­ver­so le espe­rien­ze mat­u­rate nel cor­so degli stu­di con­dot­ti nel Lago Bal­a­ton. Recen­ti intro­duzioni in questo grande lago com­pren­dono, tra le altre, Sinan­odon­ta wood­i­ana (il più grande mol­lus­co europeo, indi­vid­u­a­to anche nel Gar­da nel 2009) e Caras­sius gibelius (la carpa di Prus­sia).

Inter­es­san­ti gli inter­ven­ti di Mile­na Bruno dell’Istituto Supe­ri­ore di San­ità, sui lim­i­ti soglia e le pro­ce­dure per min­i­miz­zare il ris­chio causato dalle ciano tos­sine, e di Mar­i­ano Bres­ciani che ha illus­tra­to la carat­ter­iz­zazione e la map­patu­ra delle fior­i­t­ure di cianobat­teri tramite teler­il­e­va­men­to.

A con­clu­sione, Giusep­pina Mat­ti­o­lo, in rap­p­re­sen­tan­za del­la Agen­zia per la Pro­tezione dell’ambiente Vene­ta, ha rifer­i­to in mer­i­to all’attività di mon­i­tor­ag­gio dei cianob­ba­teri nelle acque anti­s­tan­ti la spon­da veronese del lago di Gar­da.

 

 

 

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