Gienne Gienne Aprile 2019

Mi stupis­co qua­si ogni giorno, pur essendo nato garde­sano, di quante cose nascoste, ed eccezion­ali, ci ris­ervi la nos­tra regione del Gar­da. Tran­quil­li, non ne fac­cio qui la lista del­la spe­sa ma sola­mente vor­rei porre l’attenzione a ques­ta realtà che “ci cir­con­da den­tro e fuori” il baci­no lacus­tre.
Da poco inau­gu­ra­ta la nuo­va sezione dan­nun­ziana dei nuovi reper­ti recu­perati nelle seg­rete del Vit­to­ri­ale. Una parte, per­ché molti anco­ra ne riman­gono da sco­prire, come ci ha con­fer­ma­to lo stes­so pres­i­dente Gior­dano Bruno Guer­ri. Recen­te­mente pure il leone di San Mar­co espos­to al Civi­co museo di Desen­zano e per anni rimas­to nei mag­a­zz­i­ni comu­nali. Non par­liamo del­la Fon­dazione Ugo Da Como di Lona­to e recen­te­mente l’apertura del Martes di Cal­vagese.
In ogni comune esistono tesori nascosti, reper­ti stori­ci che han­no carat­ter­iz­za­to il nos­tro pas­sato sur­clas­sato dall’era del dig­i­tale. For­tu­nata­mente resistono nel tem­po, mag­a­ri con qualche acciac­co dovu­to all’età, ma ripor­tar­li alla luce e met­ter­li in mostra diven­ta qua­si una sod­dis­fazione per­son­ale, per chi se ne è occu­pa­to.
Nel mese scor­so vi sono state le Gior­nate di pri­mav­era del FAI che, anno dopo anno, è rius­ci­to a riportare alla luce realtà storiche qua­si abban­do­nate.
I con­tinui scavi arche­o­logi­ci che si svol­go­no nel­la nos­tra regione garde­sana riescono a riportare alla luce tes­ti­mo­ni­anze del pas­sato che nes­suno di noi, fino solo a qualche decen­nio fa, avrebbe mai pen­sato di sco­prire.
Ricor­do quan­do sul­la roc­ca e alla pieve di Maner­ba alcu­ni gio­vanis­si­mi inizia­vano a fare i pri­mi scavi, a sco­prire le prime tombe, le prime ville romane, i recetti dis­trut­ti nelle mura ma vivi nelle fon­dazioni, le for­naci romane, ecc. Alcu­ni abi­tan­ti di Maner­ba mi dice­vano, ma “quan­do quel­li là – rifer­en­dosi agli arche­olo­gi che scav­a­vano sul­la som­mità – fini­ran­no di abbas­sare la roc­ca?!”
A lavori con­clusi, però, sono emerse le fon­da­men­ta del castel­lo di oltre cinque­cen­to anni orsono, demoli­to per­ché ricet­to di ban­di­ti e preda­tori.
Intan­to la Pasqua s’avvicina, e quest’anno “cade alta”. Vi ricor­date il mio “mai con­tenti!” vedremo a boc­ce ferme se ques­ta edi­zione del­la Pasqua di Res­ur­rezione è sta­ta, per le sponde eco­nomiche garde­sane, pos­i­ti­va.
Da parte nos­tra, dal­la redazione e da tut­ti i col­lab­o­ra­tori un augu­rio di Buona Pasqua a tut­ti voi, cari let­tori, di vero cuore!

124°-Gienne-Aprile-2019

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