I ròba Sancc del Cassù

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Di Redazione
Alberto Rigoni - Rigù

In una notte neb­biosa di Gen­naio, il 22, attuale giorno di San Vin­cen­zo, nei pri­mi anni del ‘600, alcu­ni pesca­tori, “brig­an­ti” ma devoti, sono sce­si con una loro bar­ca da Cas­sone dall’alto lago Veronese reman­do con forza sopra le acque e nav­i­gan­do nel buio più nero; anda­vano a Desen­zano per rubare le preziose reliquie dei tre San­ti Vin­cen­zo, Benig­no e Anas­ta­sio.

Non era casuale, a quei tem­pi il fur­to di reliquie di San­ti, lo face­vano indi­vidui faci­norosi rac­colti in grup­po per richiedere loro gra­zie e favori e quin­di facil­itare le for­tune del paese; così quel­li di Cas­sone pen­sa­vano che sarebbe avvenu­to al loro paese, là ai pie­di del con la pro­tezione dei San­ti. (si potrebbe val­utare quan­to l’influenza del­la Chiesa, quale strut­tura, pos­sa aver “pesato” in quei tem­pi !)

La Desen­zano di allo­ra, ric­ca di com­mer­ci e di per­sone poten­ti ed agiate vive­va dei van­tag­gi che un ric­co mer­ca­to, isti­tu­ito dal­la vene­ta Repub­bli­ca Serenis­si­ma attorno al ‘400, e molto fre­quen­ta­to, ma, gli arro­gan­ti di Cas­sone e la cre­den­za popo­lare ritene­va che i Tre San­ti avessero favorito le for­tune.

Rubate le reliquie, messe in un sac­co, e via nel buio a ripren­dere la bar­ca per risalire il lago a forza di remi pri­ma che l’alba avesse a sveg­liare i Desen­zane­si e si potesse venire sor­pre­si.

C’era mol­ta neb­bia e buio, ma loro, abili nav­i­ga­tori, avreb­bero saputo pren­dere senz’altro la direzione gius­ta.

Alcune ore di remi e l’arrivo a Cas­sone con i preziosi pro­tet­tori sarebbe sta­to adeguata­mente accolto con la certez­za, poi, che le sor­ti del paese avreb­bero avu­to des­ti­ni migliori, e loro avreb­bero ottenu­to onori e glo­ria.

Al levar­si del­la neb­bia, però, i Desen­zane­si del­la pri­ma mes­sa, si accorsero del fur­to, e subito corsero al por­to sco­pren­do, con sor­pre­sa, i fur­fan­ti inten­ti a remare di lena su una bar­ca per­fet­ta­mente immo­bile sull’acqua: era rimas­ta lì tut­ta la notte, pro­prio immo­bile e con i rema­tori con­vin­ti di aver­la por­ta­ta in ver­so i loro com­pae­sani.

I San­ti ave­vano fat­to il mira­co­lo per i loro Desen­zane­si, e questi dopo aver con­clu­so con robuste leg­nate l’avventura dei pesca­tori “brig­an­ti” di Cas­sone ne fes­teggia­rono l’avvenimento sino ai pri­mi anni dopo l’ultima guer­ra, con pro­ces­sione e benedi­zione di una bar­ca immo­bile e remi­gante nel Por­to Vec­chio.

Va det­to anche che attorno agli anni 1000 – 1100, nel Mediter­ra­neo accade­vano eguali avven­ture di ricer­ca e trafuga­men­to di reliquie: la più nota ricor­da i trenta mari­nai “brig­an­ti” di Bari (la loro Car­avel­la è raf­fig­u­ra­ta nell’attuale stem­ma munic­i­pale) che dall’isola di Cipro sot­trassero i sac­ri resti di S. Nico­la. Era­no arrivati dopo i loro “col­leghi” veneziani che ave­vano già “asporta­to” furtiva­mente quel­li dell’Evangelista Mar­co; le due cit­tà, forse, oggi avreb­bero i loro Patroni scam­biati se i tem­pi di quelle scor­ribande fos­sero sta­ti diver­si.

Pri­ma pub­bli­cazione il: 17 April 2020 @ 08:00

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