Successo della rievocazione storica che ha visto protagonisti oltre quattrocento figuranti. Austriaci e francesi conquistano la città

La battaglia è una cannonata

Di Luca Delpozzo
Peschiera del Garda

Peschiera si è risveg­li­a­ta con negli occhi anco­ra i col­ori soprat­tut­to delle bandiere e delle divise di france­si ed aus­triaci, con nelle orec­chie il fras­tuono di fucili e can­noni (che han­no carat­ter­iz­za­to le battaglie cam­pali delle gior­nate garde­sane nel ricor­do del 203° anniver­sario del­la Repub­bli­ca Cisalpina), e con i numeri del suc­ces­so del­la : quat­tro­cen­to fig­u­ran­ti, all’in­cir­ca quat­tro­mi­la ospi­ti a seguire l’asse­dio alla fortez­za, otto giu­di­ci a «decifrare» le ges­ta e le strate­gie degli appas­sion­ati eserci­ti nel con­tender­si, ora più che allo­ra, la migliore popo­lar­ità. Un insieme di dati con­for­t­an­ti che han­no fat­to ritenere agli orga­niz­za­tori di essere sul­la stra­da del defin­i­ti­vo pri­ma­to non solo nazionale ma inter­nazionale per avven­i­men­ti di questo tipo. Il lavoro di due con­siglieri comu­nali come Michele Got­tar­di e Nico­la Biz­zo­coli, la certez­za che le ripropo­sizioni ambi­en­tali non sono mai le stesse in questi anni (pro­prio per i diver­si momen­ti di sto­ria vis­su­ta di Peschiera), il coin­vol­gi­men­to di un intero paese sono alla base del suc­ces­so del­la rie­vo­cazione. La man­can­za, poi, di «errori di regia» han­no con­va­l­ida­to la tesi del­la grande pro­fes­sion­al­ità. E tra gli «inter­preti» delle gior­nate di rie­vo­cazione ne abbi­amo scop­er­ti alcu­ni di vera­mente appas­sion­ati. Come Andrea ed Alessan­dro che arrivano da Rovere­to e fan­no parte delle truppe austriache.Si rifan­no al reg­g­i­men­to gra­natieri (in per­fet­ta divisa bian­ca) e sono par­ti­co­lar­mente fieri del loro berret­tone di pelo d’or­so. Sono sta­ti «cat­turati» al fas­ci­no del­la rie­vo­cazione stor­i­ca per la pas­sione delle armi e per la loro abil­ità nel­la ges­tione dei fucili, data anche dal­l’ap­parte­nen­za ad una soci­età di tiro a seg­no. Con loro è un altro trenti­no, in divisa com­ple­ta­mente diver­sa: un col­ore gri­gio verde. Si capisce che è un’al­tra com­parsa aus­tri­a­ca, dal­lo stes­so zaino dei col­leghi. Ma si pre­cipi­ta ad affer­mare che la divisa che lui sfog­gia appartene­va ai “Kaiser Jagher” (meglio conosciu­ti da noi come i cac­cia­tori dell’ imper­a­tore Francesco). Con un tes­su­to di pan­no atten­ta­mente esam­i­na­to e con­fronta­to con le divise esposte al mil­itare di Vien­na. Ma il «cac­cia­tore del­l’im­per­a­tore» si pavoneg­gia non poco, quan­do riesce a scen­dere in altri par­ti­co­lari pre­cisi. Quan­do in prat­i­ca va ad anal­iz­zare il ruo­lo di quel solda­to aus­tri­a­co di quel tem­po. Si trat­ta­va di un esploratore, guas­ta­tore e tira­tore scel­to, in pos­ses­so di una cara­bi­na riga­ta con una poten­zial­ità bal­is­ti­ca in gra­do di colpire ad oltre cen­to metri di dis­tan­za. L’ar­ma veni­va uti­liz­za­ta soprat­tut­to per uccidere gli uffi­ciali nemi­ci (più facil­mente indi­vidu­a­bili rispet­to agli altri sol­dati). Tut­to ciò, i tur­isti ital­iani e stranieri han­no potu­to ammi­rare ed impara­re in questi giorni a Peschiera. Ma soprat­tut­to saba­to sera quan­do, attorno a Peschiera, è sta­to deciso un cor­done di iso­la­men­to: per vivere in modo gius­to la rie­vo­cazione. Con , , volon­tari che han­no bloc­ca­to il traf­fi­co dalle 20 alle 23. Per far apprez­zare i tan­ti col­ori del­l’avven­i­men­to. Le car­tuc­ce dei fucili, ad esem­pio, era­no stu­di­ate con cinque, sei gram­mi di pol­vere nera e l’ag­giun­ta di fari­na: per una fiamma­ta che si face­va facil­mente riconoscere. La rie­vo­cazione ha offer­to anche un annul­lo postale e per ricor­dare l’episo­dio sono state ideate quat­tro car­to­line del peri­o­do napoleon­i­co con Peschiera, Man­to­va, Bres­cia e la Chiusa di Ceraino e due stampe (che si rifan­no alla car­ta del dipar­ti­men­to del Min­cio). Ed anco­ra fuori dagli sche­mi del pro­to­col­lo uffi­ciale si sono ammi­rate le cor­na­muse scozze­si che nel­la mat­ti­na­ta di domeni­ca non han­no volu­to man­care all’ appun­ta­men­to per le strade di Peschiera tra curiosi inten­ti ad ammi­rare gli stru­men­ti a fia­to, ma anche il tipi­co abbiglia­men­to del­la com­pat­ta ban­da scozzese. Poi, a metà pomerig­gio, i france­si, con la loro resa agli aus­triaci, han­no dichiara­to chiusa ques­ta terza edi­zione di rie­vo­cazione stor­i­ca a Peschiera.