«La nazionale azzurra di vela trova sul lago di Garda il suo campo d’allenamento ideale». Così la pensa il c.t. della nazionale Valentin Mankin, a Riva in occasione del campionato europeo Yngling, la nuova classe olimpica femminile che prenderà parte ai Giochi di Atene.
Mankin, da atleta alle Olimpiadi, ha vinto tre medaglie d’oro e una d’argento per i colori dell’Urss; pluridecorato timoniere delle classi Finn, Star e Tempest nel passato, quando ingaggiava le sue battaglie sui campi di regata di tutto il mondo.
Questo taciturno ucraino è nato a Kiev sulle rive del Dniepr ed è stato uno dei più grandi timonieri del mondo. «Per emergere servono tanta passione e tanta umiltà», dice, «si deve fare tutto con la massima cura, a partire dalle mansioni che a prima vista sembrano secondarie, come pulire e preparare la barca e le vele.
È necessario partire in sordina, la vela è uno sport difficile, molto tecnico; bisogna essere tenaci e pazienti, soltanto così si imparano i segreti». Alle Olimpiadi del 1968, Mankin si aggiudica l’oro nei Finn ad Acapulco.
Nel 1969 passa ai Tempest, classe con la quale vince l’oro tre anni dopo a Kiel, alle Olimpiadi di Monaco 1972. Quattro anni dopo, sempre a bordo del Tempest, conquista l’argento a Montreal.
Poi passa dalla classe Tempest alla Star e sale sul gradino più alto del podio ai Giochi di Mosca nel 1980, ancora una volta davanti all’austriaco Raudaschl e all’azzurro Giorgio Gorla.
Il boicottaggio delle Olimpiadi di Los Angeles e Seul gli ha impedito di aggiudicarsi altri allori olimpici. Mankin è arrivato in Italia nel 1990, spinto dal bisogno di trovare cure adeguate per il nipote.
Da allora ha iniziato a lavorare per la squadra olimpica italiana: «La politica rovina lo sport, anche per questo ho smesso la mia carriera agonistica.
In Italia, però, mi sono trovato bene e quindi io e la mia famiglia abbiamo scelto di restare. Qui sul lago di Garda siete molto fortunati; è il miglior posto al mondo per praticare la vela.
Per questo, l’estate scorsa abbiamo scelto di rifinire a Malcesine la preparazione della squadra olimpica in vista dei Giochi di Sydney».
Attività e vita in Italia
Mankin, dopo aver vinto numerose medaglie, ha deciso di trasferirsi in Italia per esigenze di salute e ha continuato a lavorare nel mondo della vela. La sua presenza ha arricchito l’ambiente sportivo locale, e la sua esperienza internazionale è testimonial di una lunga tradizione di eccellenza velistica.


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