Il ct della nazionale azzurra di vela Mankin ha scelto il lago per allenare i campioni della squadra olimpica

Le regate si vincono sul Garda

22/05/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
l.b.

«La nazionale azzur­ra di vela tro­va sul il suo cam­po d’allenamento ide­ale». Così la pen­sa il c.t. del­la nazionale Valentin Mankin, a Riva in occa­sione del cam­pi­ona­to europeo Yngling, la nuo­va classe olimpi­ca fem­minile che pren­derà parte ai Giochi di Atene. Mankin da atle­ta alle Olimpia­di ha vin­to tre medaglie d’oro e una d’argento per i col­ori dell’Urss; pluridec­o­ra­to tim­o­niere delle clas­si Finn, Star e Tem­pest nel pas­sato, quan­do ingag­gia­va le sue battaglie sui campi di rega­ta di tut­to il mon­do. Questo tac­i­turno ucraino è nato a Kiev sulle rive del Dniepr ed è sta­to uno dei più gran­di tim­o­nieri del mon­do. «Per emerg­ere ser­vono tan­ta pas­sione e tan­ta umiltà», dice, «si deve fare tut­to con la mas­si­ma cura a par­tire dalle man­sioni che a pri­ma vista sem­bra­no sec­on­darie come pulire e preparare la bar­ca e le vele. È nec­es­sario par­tire in sor­di­na, la vela è uno sport dif­fi­cile, molto tec­ni­co; bisogna essere tenaci e pazi­en­ti, soltan­to così si impara­no i seg­reti». Alle Olimpia­di del 1968 Mankin è oro nei Finn ad Aca­pul­co, nel 1969 pas­sa ai Tem­pest, classe con la quale vince l’oro tre anni dopo a Kiel, Olimpia­di di Mona­co 1972. Quat­tro anni dopo, sem­pre a bor­do del Tem­pest con­quista l’argento a Mon­tre­al. Poi pas­sa dal Tem­pest e alla Star e sale sul gradi­no più alto del podio ai Giochi di Mosca nel 1980, anco­ra una vol­ta davan­ti all’aus­tri­a­co Rau­daschl e all’azzurro Gior­gio Gor­la. Il boicot­tag­gio delle Olimpia­di di Los Ange­les e Seul gli han­no imped­i­to di aggiu­di­car­si altri allori olimpi­ci. Mankin è arriva­to in Italia nel 1990, spin­to dal bisog­no di trovare cure adeguate per il nipote. Da allo­ra ha inizia­to a lavo­rare per la squadra olimpi­ca ital­iana: «La polit­i­ca rov­ina lo sport, anche per questo ho smes­so la mia car­ri­era ago­nis­ti­ca. In Italia però mi sono trova­to bene e quin­di io e la mia famiglia abbi­amo scel­to di restare. Qui sul lago di Gar­da siete molto for­tu­nati; è il miglior pos­to al mon­do per prati­care al vela. Per questo l’estate scor­sa abbi­amo scel­to di rifinire a Mal­ce­sine la preparazione del­la squadra olimpi­ca in vista dei Giochi di Sydney».

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