Prende il via il raduno itinerante di vetture della storica casa in omaggio a Nuvolari e D’Annunzio.
L’incontro tra il poeta e il pilota immortalato da una tartaruga

Rivive il mito delle vecchie Alfa

14/06/2007 in Manifestazioni
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Un raduno di Alfa Romeo storiche in nome del miti­co Tazio Nuvolari: è la quat­tro giorni che prende il via ques­ta mat­ti­na a Salò e si con­clud­erà domeni­ca a Sirmione.In mat­ti­na­ta i parte­ci­pan­ti met­ter­an­no in mostra le loro vet­ture sul lun­go­la­go, nel pomerig­gio (alle 17.30) inizier­an­no amuover­si lun­go le strade del­la Valte­n­e­si per poi arrivare in ser­a­ta al «Fun­go» di Maner­ba. Domani mat­ti­na il via per Castel­dario (Man­to­va), il paese natale di Tazio Nuvolari, nel pomerig­gio la rie­vo­cazione stor­i­ca del cir­cuito del Tè nel­la cit­tà dei Gon­za­ga e il rien­tro sul lago di Gar­da. Saba­to parten­za per il Vit­to­ri­ale con visi­ta gui­da­ta alla casa del Vate men­tre, dopo il pran­zo a Vil­la Maria di Toscolano Mader­no, le auto pun­ter­an­no ver­so Tremo­sine e Tig­nale, Alle 20 ser­a­ta di gala nell’anfiteatro del Vit­to­ri­ale. Domeni­ca mat­ti­na le Alfa Romeo rag­giunger­an­no l’hotel Vil­la Cor­tine di Sirmione, dove si chi­ud­erà la manifestazione.Nuvolari incon­trò nel 1932. Il poeta regalò al pilota una tar­tarughi­na d’oro, con la ded­i­ca: «All’uomo più veloce del mon­do, l’animale più lento». La tar­tarughi­na divenne il sim­bo­lo di Tazio, che la fece rica­mare sulle maglie da cor­sa e dipin­gere sul­la fusoliera dell’aereo pri­va­to. Quan­do morì, nell’agosto ’53, la moglie Car­oli­na lo vestì per l’ultimo viag­gio con la magli­et­ta gial­la, i cal­zoni azzur­ri, il cas­co bian­co. E gli pose sul pet­to il pic­co­lo ani­male. Il pilota e il poeta, due miti che han­no seg­na­to un’epoca, uni­ti da un tal­is­mano. E, ora, da una cor­sa-revival. «Nel 1924 — ricor­da Vit­to­rio Pir­lo, far­ma­cista e stori­co per dilet­to — la grossa tes­tug­gine invi­a­ta a D’Annunzio dal­la march­esa Luisa Casati Stam­pa morì per indi­ges­tione di tuberose, e il coman­dante incar­icò il cesel­la­tore Rena­to Brozzi di for­gia­rne in bron­zo le par­ti mol­li, adat­tan­dole alla coraz­za nat­u­rale. Il lavoro, di notevoli dimen­sioni (80x35cm.), fu ulti­ma­to nel ’28, e posato sul tavo­lo del­la sala da pran­zo, che prende il nome di stan­za del­la che­li (tar­taru­ga, dal gre­co). Suc­ces­si­va­mente l’orafo milanese ricavò molti, minus­coli esem­plari che, for­giati in diver­si modi, dimen­sioni e met­al­li, andarono ad accrescere la già numerosa schiera degli ogget­ti­ni da donare, chia­mati anche inezie squisitissime».L’incontro tra D’Annunzio e Nuvolari, appe­na impos­tosi nel Gran pre­mio di Mona­co, avvenne il 28 aprile ’32 nel­la piazzetta anti­s­tante la Prio­r­ia, in occa­sione del­la pre­sen­tazione del­la nuo­va Alfa berli­na 6 C 1750. La visi­ta durò sette ore e fu in quel­la occa­sione che D’Annunzio con­seg­nò a Nuvolari un ritrat­to, con la ded­i­ca: «A Tazio del buon sangue man­to­vano, che nel­la tradizione del­la sua raz­za con­giunge il cor­ag­gio alla poe­sia, la più tran­quil­la poten­za tec­ni­ca al più dis­per­a­to ris­chio, e infine la vita alla mor­ta nel cam­mi­no del­la vit­to­ria». Al momen­to del com­mi­a­to gli regalò la mit­i­ca tar­tarughi­na d’oro. Pochi giorni dopo, Nuvolari vinse la Tar­ga Flo­rio in Sicil­ia e l’Alfa Romeo fece arrivare al Vit­to­ri­ale una splen­di­da vettura.Non è un caso quin­di che il raduno di Alfa Romeo che prende il via oggi sia denom­i­na­to: «Il pilota, il poeta e la tar­taru­ga».