Una inedita rassegna al via oggi nella sala civica di piazza Flaminia

Sirmione, in mostra i computer di ieri

04/05/2002 in Manifestazioni
Di Luca Delpozzo
Sirmione

Il per­son­al com­put­er dalle orig­i­ni ad oggi. In un’inedi­ta mostra che apre i bat­ten­ti oggi 4 mag­gio nel­la Sala Civi­ca di piaz­za Flaminia, a Sirmione, sarà pos­si­bile riper­cor­rere quel­la che è sta­ta la mec­ca­ni­ca appli­ca­ta su mac­chine da cal­co­lo e, in un sec­on­do tem­po, l’elet­tron­i­ca, con un occhio alla pro­duzione ital­iana del set­tore, spes­so bis­trat­ta­ta o, meglio, giu­di­ca­ta erronea­mente come una cener­en­to­la. Gli autori del­la mostra, inti­to­la­ta «Dal­la mec­ca­ni­ca all’elet­tron­i­ca», sono due esper­ti e appas­sion­ati collezion­isti: Anto­nio Busi e Michele Peri­ni. Molti pezzi delle loro collezioni pri­vate, rac­colte in anni di fati­cose ricerche in Italia ed all’es­tero, potran­no essere ammi­rate nel­la gal­le­ria sirmionese fino al 16 mag­gio. Sono rac­colte che spaziano dalle anacro­nis­tiche (oggi) — ma aut­en­tiche opere d’arte — mac­chine per scri­vere Olivet­ti degli anni ’40, pas­san­do per le prime cal­co­la­tri­ci man­u­ali per appro­dare ai pri­mi per­son­al com­put­er. Ci sono perfi­no i pri­mi video­giochi per uso casalin­go, come le con­solle Atari, Com­modore e Sin­clair. L’idea davvero sin­go­lare dei due tec­ni­ci infor­mati­ci è così piaci­u­ta al Comune di Sirmione che ha deciso di con­cretiz­zarla in una mostra. Anto­nio Busi, ex tec­ni­co Olivet­ti, è un vero appas­sion­a­to delle mac­chine su cui ha lavo­ra­to per tan­to tem­po, fino a diven­tarne un collezion­ista dei pezzi più famosi del­la casa d’Ivrea. La sua collezione abbrac­cia mez­zo sec­o­lo di trasfor­mazioni tec­no­logiche: dal­la macchi­na per scri­vere mec­ca­ni­ca ed elet­tri­ca fino al pc più sofisti­ca­to. Michele Peri­ni, esper­to tec­ni­co di video con­feren­ze, invece colti­va i suoi inter­es­si in tut­to quel­lo che pote­va offrire il mer­ca­to del­l’elet­tron­i­ca fino agli anni Novan­ta. Del­la sua collezione, infat­ti, fan­no parte stru­men­ti di vero inter­esse stori­co per il vas­to grup­po di collezion­isti che ruo­ta gen­eralmemte intorno a quel­la che si può definire la «arche­olo­gia del­l’elet­tron­i­ca». I due oper­a­tori con­tin­u­ano, quin­di, a rac­cogliere pezzi da ogni parte con l’o­bi­et­ti­vo di non far perdere un pat­ri­mo­nio di conoscen­za. Spes­so i due ami­ci se ne van­no nei mer­ca­ti­ni del­l’usato o pres­so aziende che alien­ano i loro pc ormai vec­chi. E anche fra ami­ci e conoscenti.